Formigoni tra accuse, Gesù e le critiche di Avvenire

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni
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Il quotidiano della Cei reagisce alle parole del governatore lombardo: "Non tiri in ballo a sproposito Nostro Signore". E mentre inchieste, dimissioni e rimpasti scuotono il Pirellone tornano alla mente i casi dei politici che si affidano ai santi…

di Daniele Troilo

"Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori...". Roberto Formigoni stavolta ha puntato in alto, più in alto del 31esimo piano del Pirellone. Facendo però storcere il naso a qualcuno.
Il presidente della Regione Lombardia (che poco dopo ha anche specificato: “Sono limpido come l’acqua di fonte”) ha cercato di giustificare così i suoi rapporti con il faccendiere Pierangelo Daccò e le rilevazioni sui presunti viaggi a Parigi che sarebbero stati pagati dall’imprenditore. “Non ho ancora trovato le ricevute, qui vale la mia parola”, ha detto. Ma sull’amicizia con Daccò ha spiegato: “Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili. Può essere che ciascuno di noi abbia nelle sue infinite conoscenze una persona che non è perfettamente limpida ma questo lo stabilirà la magistratura”.

Formigoni aveva continuato la sua difesa anche nel corso di una videochat al Corriere.it (invitato del direttore De Bortoli), rispondendo alle domande dei lettori e dei giornalisti di via Solferino. Ha difeso la Regione Lombardia, dove 10 consiglieri su 80 risultano indagati, tra cui 3 membri su 5 dell’ufficio di presidenza, e dove c’è stato un mini-rimpasto proprio in questi giorni (nella squadra di governo sono entrate Luciana Ruffinelli e Margherita Peroni in sostituzione degli assessori dimissionari Monica Rizzi e Stefano Maullu).
Ma ha difeso soprattutto il suo operato: "Sono come un cittadino che acquista il pane dal fornaio e non ha responsabilità se il fornaio ha quattro amanti". E quindi: "La Regione Lombardia ha un governatore limpido come l’acqua di fonte".

Acqua di fonte o no, a scatenare la reazione del quotidiano cattolico Avvenire è stato soprattutto il paragone con Gesù: "Il serio e capace governatore della Lombardia, che non è affatto indagato, ma negli ultimi mesi ha visto moltiplicare attorno a sé gli indagati – ha scritto in un breve corsivo mercoledì 18 aprile il giornale della Cei - si è difeso ieri in questo modo dall'accusa di non aver selezionato bene qualche assessore o compagno di vacanze". Secondo Avvenire, "non ci sono sentenze da precipitare, ma conclusioni da trarre: poteva e doveva farne a meno, il presidente Formigoni. Di assessori così, di vacanze e compagni di vacanze così e di tirare in ballo a sproposito Nostro Signore".

Non è ovviamente il primo caso di un politico che cita Gesù o si paragona a qualche divinità. Berlusconi in questo era un maestro. Già nel 1994 si presentò agli italiani come l’“unto del Signore”. Un’ascesa che lo porto nel 2001, e poi di nuovo nel 2008, a profetizzarsi in “odore di Santità”.
L’unico a scherzare con i santi? Manco a dirlo. Se perfino il presidente americano Obama è arrivato a citare Gesù in due occasioni, vuol dire che il proverbio “gioca coi fanti ma lascia stare i santi” non deve garbare molto ai politici. Che con i santi ci giocano, eccome.
Per tornare in Italia si può citare Umberto Bossi (“Chi mi critica è un sepolcro imbiancato”), ma anche Romano Prodi che, per giustificare l’azione severa del suo ministro dell’Economia (Visco), nel 2006 disse: “Per l'apostolo di Tarso gli esattori erano operatori liturgici".
“A parte le guerre puniche, mi viene attribuito veramente tutto”, disse invece una volta Giulio Andreotti, che per la Chiesa nutre ammirazione e rispetto (e forse anche per questo non si è mai paragonato a nessuno).
Mentre, per restare ai giorni nostri, così un elettore del Pdl difendeva solo qualche mese fa l’ex premier Berlusconi finito nel ciclone delle cene di Arcore a base di bunga bunga: “Ho fatto il catechista per quattro anni e il Vangelo dice che un albero si giudica dai suoi frutti: i frutti di Berlusconi vanno giudicati da un punto di vista politico” (dal minuto 7 e 36 di questo video). Amen.

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