Delega fiscale, salta il fondo taglia tasse. Imu in tre rate

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Nel testo approvato dal Consiglio dei ministri non compare l’ipotesi, circolata negli ultimi giorni, di sfruttare i proventi della lotta all’evasione per futuri sgravi fiscali. Resta l’Irap. Frequenze tv: annullato il Beauty contest

Via libera del Consiglio dei ministri alla delega fiscale che pone le basi della complessiva riforma del fisco senza toccare le aliquote Irpef. Non ci sarà alcun fondo taglia tasse. Dopo circa tre ore di riunione il governo ha approvato il disegno di legge di riforma che andrà a sostituire la vecchia delega Tremonti ferma in Parlamento. Nessun intervento sull'Irpef, salta la soppressione dell'Irap prevista dal precedente governo e l'ipotesi di far confluire i proventi della lotta all'evasione in un fondo da destinare a futuri sgravi fiscali, così come ipotizzato in alcune bozze circolate nelle ore precedenti l'approvazione del provvedimento.

Nella delega viene inserita la riforma del catasto con il passaggio dai vani al metro quadrato per la determinazione del valore patrimoniale dell'immobile. Confermato lo sfoltimento degli sconti fiscali, le cosiddette 'tax expenditures' ma con un occhio di riguardo per le spese sulla famiglia, la salute e per i soggetti svantaggiati. Sul fronte anti-evasione si prevede il monitoraggio con l'obbligo di redigere un rapporto annuale. Dentro anche le cosiddette 'green taxes', le imposte finalizzate a preservare l'equilibrio ambientale e la carbon tax il cui gettito sarà destinato alla revisione del sistema delle fonti rinnovabili. Il governo avrà poi il compito di ridefinire l'abuso di diritto. Nella stessa seduta il governo ha anche presentato un emendamento che annulla il Beauty contest, cioè l'assegnazione gratuita delle frequenze Tv derivanti dal cosiddetto "dividendo digitale".

Intanto, in commissione Finanze alla Camera, va avanti l’iter di attuazione dell’Imu. In particolare, è stato approvato un emendamento del relatore Gianfranco Conte che stabilisce che la nuova tassa sulla casa sarà pagata in tre rate: 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre. Non solo. Le novità sul decreto riguardano anche il caso di coniugi separati o divorziati: a pagare la nuova imposta sulla casa sarà chi ci abita, a prescindere dal fatto che ne sia proprietario; ai fini dell'Imu vale dunque il "diritto di abitazione". Vengono poi messi paletti per evitare abusi sulla prima casa: l'aliquota agevolata e la detrazione si applica per l'immobile dove abita tutto il nucleo familiare e comunque sarà possibile solo un'agevolazione a famiglia. Vengono alleggerite le tasse sulle dimore storiche e restano invece fuori da ogni tassazione quelle distrutte dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo. Saranno votati il 17 aprile altri due emendamenti. Il primo dell'Udc Gianluca Galletti stabilisce che il contribuente ha facoltà di scegliere se pagare l'Imu sulla prima casa in tre rate o in due; in molti casi può convenire questa seconda soluzione. Inoltre resta da votare l'emendamento che dà la possibilità di pagare l'Imu con il bollettino postale e non solo con l'F24.

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