Imu, tasse e frequenze tv: la settimana di passione di Monti

Il premier Mario Monti
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Iniziano sette giorni di serrati incontri per il premier. Dopo l'approvazione della delega fiscale, dovrà confrontarsi coi tre leader dei partiti della maggioranza su diversi temi, dalla riforma del lavoro al nodo fiscale

Un Consiglio dei ministri dedicato a temi importanti come la delega fiscale e all'azzeramento del beauty contest, tanto temuto dall'azienda di Silvio Berlusconi. Un vertice con i leader di maggioranza per discutere di crescita, trovare un accordo definitivo sul ddl lavoro e parlare dei nodi della Rai, dell'Imu e degli esodati. Una seconda riunione del governo con all'ordine del giorno il Documento di Economia e Finanza (Def) che certificherà il peggioramento delle prospettive economiche.
Sarà una settimana impegnativa per Mario Monti, soprattutto sul fronte del rapporto con partiti sempre più nervosi in vista di un voto per le amministrative su cui, almeno stando ai sondaggi, spira forte il vento dell'antipolitica. Per non parlare dei mercati che potrebbero riservare nuove brutte sorprese al professore.

Nessuno sgravio fiscale, almeno per ora - Nelle prossime ore, a  palazzo Chigi  si terrà una riunione ristretta con i ministri economici, prima del Cdm dedicato alla delega fiscale.
Nel testo dovrebbe trovare spazio l'istituzione di un fondo in cui convogliare le risorse recuperate dall'evasione. Ma anche su questo il ministro Passera ha smorzato facili entusiasmi.
Sia sui tempi della sua entrata in vigore (inevitabilmente lunghi visto lo strumento legislativo usato), sia sulla destinazione delle risorse per tagliare le imposte, visto che il fondo potrebbe essere usato anche per stimolare la crescita o ridurre il debito. Ciò che Passera non dice è che Vittorio Grilli, sostenuto dal premier, per ora non ha nessuna intenzione di immettere risorse nel fondo per paura che parta l'assalto alla 'diligenza'.

Il nodo beauty contest - Sempre nelle stesse ore il ministro dello Sviluppo Economico porterà all'attenzione dei suoi colleghi il provvedimento per azzerare il beauty contest e introdurre l'asta per le frequenze tv.
Intervento apertamente osteggiato da Mediaset e del suo proprietario: Silvio Berlusconi. Tema che potrebbe aumentare l'irritazione del Pdl, già sul piede di guerra sul fronte del lavoro. Alfano, martedì 17 aprile, parteciperà insieme agli altri leader della maggioranza (Bersani e Casini) alla cena organizzata da Monti allo scopo di stemperare le tensioni fra (e con) i partiti e cercare di siglare un nuovo patto che porti il governo fuori dalle secche in cui si sta impantanando, anche a causa delle difficoltà crescenti dei partiti che, in vista dell'imminente voto, come ha detto il leader del Pd devono in qualche modo rispondere allo scontento del Paese.
Un modo per farlo è sicuramente quello di far ripartire l'economia.

Lavoro e Rai da discutere con i partiti - Con ABC il capo del governo discuterà principalmente di questo. Ascolterà le proposte dei leader e ribadirà le sue convinzioni: ricette magiche o "ideone" (per usare l'espressione di Passera) non ce ne sono, l'unica soluzione è realizzare il prima possibile il pacchetto di riforme del governo, a cominciare da quella sul lavoro.
Sul ddl è ormai chiaro che Monti è aperto ad un miglioramento del testo, soprattutto sul fronte della flessibilità in entrata.
Parte delle richieste del Pdl (e di Confindustria) potrebbero quindi essere accolte, a condizione che non venga messo in dubbio l'equilibrio complessivo della riforma (a cominciare dal compromesso sull'art. 18). Ma nel menù della cena ci saranno anche altri temi scottanti: dal futuro della Rai che, come ha confermato Passera, sarà affrontato coi leader, al nodo degli esodati, su cui il Pd chiede soluzioni rapide. Passando per la 'grana' Imu, su cui il governo è aperto alla rateizzazione chiesta dal Pdl, purché non penalizzi i comuni e non modifichi i saldi. Questioni delicate che rischiano di ostacolare quel rinnovato 'patto' politico auspicato dal premier. Comunque vada l'incontro, il giorno successivo (mercoledì 18) ci sarà un nuovo Cdm per il varo del Def.
A palazzo Chigi smentiscono che dietro lo slittamento del documento che certificherà il peggioramento dei dati sul Pil vi siano ragioni politiche. Resta però il sospetto che il vertice coi leader possa avere una qualche influenza sull'odg della riunione.

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