Grillo: "Noi terza forza". E i partiti lo attaccano

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"Potete veramente mandarli casa, hanno tutti la prostata", dice il comico genovese che dopo gli ultimi scandali vola nei sondaggi. Dalla Lega alla sinistra, ecco a chi potrebbe togliere i voti

di Serenella Mattera

“Ora avete l’alternativa a Pd e Pdl: siamo noi la terza forza politica del Paese. Adesso potete veramente mandarli tutti a casa. Hanno tutti la prostata”.
Gongola, Beppe Grillo, dal palco dei comizi che lo stanno portando in giro per l’Italia. Da alcuni sondaggi, il suo Movimento 5 Stelle viene stimato terzo partito per intenzioni di voto.
Grillini subito dopo democrat e pidiellini. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme: “Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti”, avverte Pier Luigi Bersani.
E Nichi Vendola: “Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese”.

La sfida delle Cinque stelle – Non è una novità assoluta, il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Ma da quando, nel giugno 2009, ha partecipato alle sue prime elezioni amministrative, è riuscito ogni volta a riservare una (brutta) sorpresa ai partiti, facendo registrare percentuali di voto sempre crescenti. Come quando alle regionali del 2010 i candidati del Movimento raggiunsero il 7% in Emilia Romagna e il 4% in Piemonte (risultato, quest’ultimo, cui il Pd addebita la sua sconfitta). Ma oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. E lui lo sa. Tant’è che dai palchi dei comizi organizzati per sostenere le 101 liste 5 stelle in tutta Italia, il blogger suona il requiem delle forze politiche tradizionali e la carica del suo Movimento. Che, tanto per cominciare, può rivendicare di non aver mai riscosso neanche un euro di rimborsi elettorali. “Dovete scegliere se fare un salto nel buio con questi ragazzi del Movimento oppure un suicidio assistito con i politici che avete”, urla il comico nelle piazze. “Io non creo odio come dice qualcuno – rivendica – Anzi, io metto nel Movimento gente che altrimenti uscirebbe con il bastone tanto è arrabbiata e gli dico che ci sono modi democratici per cambiare le cose”.
Grillo non esita a prendersela con Mario Monti (“il Liquidatore finale” o “Rigor Mortis, lo chiama) e soprattutto con Pd e Pdl (“i Gemelli del debito pubblico”).
“Se Bersani dovesse scendere al 15% o Alfano al 12% si scatenerebbe una notte dei lunghi coltelli e dovrebbero ritirare la fiducia al governo – scrive sul suo blog - Ho il sospetto che siano entrambi già scesi sotto il 20% da mesi, ma che non possa essere divulgata la notizia”.

Le accuse di populismo – “Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo. Ma se c’è qualcuno che pensa di stare al riparo dall’antipolitica si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo, spazza via tutti”. Il segretario del Pd Bersani, non nasconde la sua preoccupazione. E senza citare Grillo, mette in guardia da chi si fa alfiere di una politica senza partiti. L’allarme viene soprattutto da sinistra, l’area politica cui le 5 Stelle rischiano forse di far più male. E l’attacco più duro (che stupisce lo stesso Grillo) arriva da Nichi Vendola. Il leader di Sel accusa infatti il blogger di aver creato un “fenomeno di populismo” che non può “offrire prospettive”. “Ci sono delle involuzioni nel discorso pubblico di Grillo – osserva Vendola - che colgo con preoccupazione, alcune battute che sembrano in stile leghista, una mescolanza di argomenti di estrema sinistra ed estrema destra”. Ma di fronte agli attacchi, Grillo fa spallucce: “Bersanetto ci vuole fermare, ma cosa fa, manda l’esercito?”, dice pungente. E “Vendola mi attacca in modo furibondo dopo che l’ho aiutato a sconfiggere uno che voleva privatizzare l’acqua. Che scemo sono stato…”.

La sfida – Che i sondaggi si trasformino in voti, è da vedere. Se la sfiducia nei partiti farà volare il Movimento nato sull’onda del ‘vaffa’ alla politica, lo si potrà verificare a spoglio concluso.
Ma Grillo a tambur battente ripete il suo mantra: “I partiti stanno svanendo nell’aria come i sogni al mattino. I loro padroni non ne hanno più bisogno. Il prossimo presidente della Repubblica sarà un loro rappresentante, la Bonino ad esempio. Ci vediamo in Parlamento. Fuori o dentro”.

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