Pannella: sempre lottato contro il finanziamento ai partiti

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Il leader dei Radicali commenta a SkyTG24 l'accordo raggiunto dalla maggioranza, che prevede più trasparenza ma nessun taglio ai fondi. E a proposito del referendum per abrogare la norma: "E' possibile solo dopo il 2014". L'INTERVISTA

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"Non ho mai smesso di lottare contro il finanziamento pubblico alle forze politiche". Il leader dei Radicali italiani Marco Pannella commenta così, ai microfoni di SkyTG24, l'accordo raggiunto l'11 aprile dalla maggioranza sul finanziamento ai partiti, che prevede maggiore trasparenza ma nessun taglio ai fondi. "E' l'accordo dei ladri" aggiunge.
L'intesa raggiunta dalla maggioranza l'11 aprile vede nascere una sorta di 'task force' istituzionale, composta da esponenti di Corte dei Conti, Consiglio di Stato e Cassazione, per garantire il controllo effettivo della correttezza dei bilanci dei partiti.

Referendum dopo il 2014 - Il leader radicale parla poi dell'intenzione di Antonio Di Pietro di presentare un referendum per abrogare la norma. "Per legge - dice Pannella al canale all news di Sky - non è possibile depositare le firme di richiesta di un referendum l'anno prima delle elezioni, cioè questo. Se anche Di Pietro si mettesse a raccogliere le firme adesso si potrebbe votare solo nel 2014. Sempre che tutto vada bene". E aggiunge: "Il problema oggi è far tornare nella legalità uno Stato e una Repubblica come quella italiana che è nella più assoluta condizione tecnicamente criminale".

Bonino alla presidenza del Consiglio - Pannella, nel corso dell'intervista, parla anche di Emma Bonino e la candida a prossimo premier. "Emma Bonino alla Presidenza del Consiglio più che alla Presidenza della Repubblica. È questo il nostro obiettivo euro mediterraneo”. E aggiunge: "La vuole il popolo italiano. Perfino su Libero hanno dato a Emma Bonino il doppio delle preferenze rispetto a Silvio Berlusconi”.
Poi precisa: “Chi è la persona politica più popolare d’Italia da 20 anni? La Radicale Emma Bonino. Quando il 70% degli italiani voleva lei Presidente della Repubblica nessuno ha mai raccontato questa storia: si misero d’accordo Berlusconi e D’Alema per farla fuori completamente”.

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