Accordo sul finanziamento ai partiti: nasce la Commissione

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Pdl, Pd e Terzo Polo hanno raggiunto l’intesa sulla riforma per introdurre regole più stringenti sui bilanci. Le novità: obbligo di controllo, pubblicazione sul web, investimenti possibili solo in titoli di Stato italiani e supermulte per le irregolarità

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I partiti battono un colpo. Dopo giorni di discussioni e di impegni formali presi ai più alti livelli istituzionali, la riforma per introdurre regole più stringenti sui bilanci dei partiti (il cui iter ha subito una vistosa accelerata dopo gli ultimi casi scoppiati all'interno della Lega Nord e nella ex Margherita) prende forma.
Una Commissione di controllo “ad hoc” composta da presidente della Corte dei Conti, presidente del Consiglio di Stato e Primo presidente della Cassazione; bilanci controllati da società di revisione riconosciute dalla Consob e pubblicati su internet; in caso di "irregolarità, i presidenti di Camera e Senato potranno applicare, su proposta della Commissione, sanzioni amministrative pecuniarie pari a tre volte" le irregolarità commesse.
Sono questi alcuni dei punti centrali dell'accordo raggiunto tra i “tecnici della maggioranza” al termine di una riunione fiume che si è tenuta alla Camera sulle misure da adottare per assicurare la trasparenza dei bilanci dei parti.

In più, i partiti potranno investire "esclusivamente" in titoli di Stato e dovranno rendere pubbliche tutte le donazioni che supereranno i 5mila euro. Le contribuzioni dei partiti a fondazioni, enti e istituzioni o società superiori ai 50 mila euro annui comporteranno poi l'obbligo "per questi ultimi di sottoporsi ai controlli della Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti".

Emendamento al decreto fiscale - Tutte queste misure, assicurano in un comunicato congiunto i tecnici Gianclaudio Bressa e Antonio Misiani per il Pd, Massimo Corsaro, Donato Bruno e Rocco Crimi per il Pdl, Pino Pisicchio, Benedetto Della Vedova e Giampiero D'Alia per il Terzo Polo verranno “trasformate” in un emendamento da presentare al decreto fiscale ora all'esame della commissione Finanze della Camera. Una proposta di modifica che verrà depositata dei relatori visto che i termini per la presentazione degli emendamenti al testo è scaduto proprio mercoledì 11 aprile.
Soddisfazione viene espressa da Bressa e Pisicchio al termine della riunione. "Si è raggiunto un punto di equilibrio giusto ed efficace - commenta Bressa - in linea con le migliori esperienze europee". "A maggio - avverte il deputato dell'Api Pisicchio - ci sarà anche una netta diminuzione dei rimborsi elettorali".

Bilanci pubblicati su Internet - Tra le altre novità introdotte si prevede che l'attività di controllo della Commissione verrà avviata già sui rendiconti relativi all'esercizio 2011 e che i bilanci dei partiti saranno pubblicati sui siti Internet delle varie forze politiche e su un'apposita sezione del sito di Montecitorio. Per quanto riguarda i partiti "che non percepiscono più rimborsi elettorali", questi "saranno comunque soggetti all'obbligo di rendicontazione (di cui alla legge 2/1997) fino al loro scioglimento".

I partiti si organizzano, Di Pietro resta polemico - E mentre il segretario del Pd Pierluigi Bersani anticipa quindi che l'erogazione dell'ultima tranche dei rimborsi elettorali, circa 100 milioni, verrà rinviata a dopo il 31 luglio, quello dell'Udc Lorenzo Cesa avverte di aver già dato incarico a "una delle più importanti società di revisione a livello internazionale di certificare il bilancio del partito per il 2011 e per gli anni successivi".
L'intesa raggiunta dai partiti della maggioranza convince poco però il leader dell'Idv Antonio Di Pietro che parla di "accordicchio".

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