Lega Nord, tra fondi neri ed epurazioni

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Dalle carte degli inquirenti emergerebbero le tracce di una contabilità parallela nell'amministrazione del Carroccio. Monta intanto la rabbia dei militanti. Nell'occhio del mirino Renzo Bossi e Rosi Mauro, entrambi a rischio espulsione

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Fondi occulti, bonifici e rapporti con la criminalità. Non passa giorno che i quotidiani non pubblichino nuovi dettagli sulla triplice inchiesta che ha travolto i vertici della Lega Nord. E contemporaneamente monta la rabbia e delusione di tanti militanti padani che chiedono l'espulsione di chi si è sporcato le mani. A venire messi all'indice sono soprattutto due: Rosi Mauro, leader del sindacato padano e vicepresidente del Senato, e Renzo Bossi, figlio del Senatùr e consigliere regionale in Lombardia. Raccontano che il segretario provinciale di Brescia abbia già inoltrato la richiesta al Consiglio federale di espellere Renzo Bossi dal partito; un'altra richiesta - spiegano le stesse fonti - partirà dal segretario provinciale di Milano per chiedere l'esclusione di Rosi Mauro. E nuove scosse sono previste nei prossimi giorni, sia sul piano giudiziario che su quello politico.  Roberto Maroni è stato chiaro nel lanciare dal suo profilo Facebook il grido di battaglia. "Pulizia, pulizia, pulizia. E senza guardare in faccia nessuno". L'ex ministro dell'Interno chiederà, sostengono i parlamentari del Carroccio, che il Consiglio federale escluda dal movimento chi si è macchiato di colpe gravi nel cosiddetto caso Belsito. E che lo faccia prima delle amministrative. "Non possiamo presentarci alle elezioni in questo stato", è il ragionamento di un maroniano.

Fondi occulti e criminalità organizzata - Il Corriere della Sera, in un articolo firmato da Fiorenza Sarzanini, svela i verbali dell'interrogatorio di Helga Giordano, ex contabile della Lega Nord, licenziata dal Carroccio con l'accusa di aver truffato un'imprenditrice (ma lei sostiene di essere stata mobbizata da Francesco Belsito). "L'ex dipendente - scrive il quotidiano di via Solferino - ha rivelato come i rapporti tra la Lega e il procacciatore d'affari della 'ndrangheta Romolo Girardelli siano iniziati ben prima dell'arrivo di Belsito." "I magistrati sono convinti che proprio Girardelli attraverso le casse della Lega riciclasse i soldi della criminalità organizzata. In questo quadro inseriscono il trasferimento dei cinque milioni e 700 mila euro a Cipro e in Tanzania" continua Sarzanini nel suo articolo. Molti dei documenti in possesso degli inquirenti e che dimostrerebbero una doppia contabilità da parte del Carroccio sono stati sequestrati proprio a casa della Giordano. Il motivo lo spiega lei stessa ai magistrati: "Proprio perché mi ero accorta che vi erano delle anomalie in questa attività di contabilizzazione decisi di portarmi a casa copia dei prospetti dei bonifici da me compilati.

Il bonifico per Rosi Mauro
- La Repubblica indaga invece sul rapporto tra Belsito e Rosi Mauro, leader del sindacato padano e considerata uno dei membri centrali del cosiddetto Cerchio Magico. In una serie di telefonate intercorse tra lei e il tesoriere della Lega, emergerebbe la sua premura, nei giorni dello scandalo della Tanzania, a farsi fare un bonifico. "Comunque Francè, se adesso puoi ricordati di fare quella cosa che ti ho detto a voce... Succinta, così da fare in questo momento. Perché dopo non potrai più, perché se no addio", dice la Mauro a Belsito e, secondo il quotidiano romano, "altro non è che un'operazione finanziaria fatta da Belsito a favore di Rosy Mauro attraverso la filiale del Banco di Napoli di Montecitorio. Si riferiscono, verosimilmente, al prelievo bancario di 29.150 franchi svizzeri a favore di Rosy Mauro cui si fa riferimento negli atti dell'inchiesta. Qualche giorno dopo, l'8 febbraio, la vice presidente del Senato telefona nuovamente a Belsito. E il tesoriere le dice che "l'operazione", secondo gli investigatori "un bonifico", è avvenuta attraverso il Banco di Napoli "in modo che non se ne accorgano - rilevano i carabinieri - perché ora sono interessati alla Banca Aletti, che è quella utilizzata per l'operazione della Tanzania".

Pressioni su Renzo Bossi
- Sempre il quotidiano diretto da Ezio Mauro, in un articolo firmato da Rodolfo Sala, racconta delle pressioni su Renzo Bossi per arrivare quanto prima a sue dimissioni. Il capogruppo della Lega al Pirellone, Stefano Galli sostiene che "è una valutazione che dovrà essere fatta", mentre Fabio Rolfi, segretario del Carroccio a Brescia, nel prossimo direttivo del 16 aprile pare intenzionato a chiederne l'espulsione. "Sarà un caso - prosegue Repubblica - ma il 16 aprile Roberto Maroni parteciperà alla riunione del gruppo consiliare della Lega in Regione: una presenza che conferma il forte pressing in atto sul Trota per fargli lasciare il seggio".

Il sindacato padano - Francesco Spini su La Stampa indaga invece sui reali numeri del movimento sindacale guidato da Rosi Mauro. Quasi assente nelle Rsu, poco chiaro nell'indicare il reale numero degli iscritti, in Sin.Pa. spunta però nelle intercettazioni di Belsito. Scrive infatti il quotidiano di Torino che "l’ex tesoriere Francesco Belsito e la dirigente amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada, intercettati mentre discettano dei bilanci del Sin.pa («voglio vedere gli estratti conti del sindacato padano, cosa succede», «secondo me gli viene un infarto», «ah beh per forza, non sono usati per il sindacato, quindi») ironizzano sui tesserati: «C’avevamo quei settemila iscritti no?», risata sarcastica. «Secondo me saranno... boh?». «Pochi»."

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