Bossi: "Passo indietro". Maroni: "Pulizia, pulizia, pulizia"

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"Devo stare lontano", dice il senatur dopo le dimissioni. Castelli lo difende: "Non sapeva nulla dei fondi neri". L'ex ministro dell'Interno: "Voltare pagina". Bufera su Rosy Mauro, vicepresidente del Senato. Terzo Polo e Idv chiedono le sue dimissioni

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La vigilia di Pasqua passata in ufficio, nella sede di via Bellerio (le foto dei militanti) vuota di funzionari causa il giorno festivo, a parlare, ad ascoltare e a cercare di capire qualcosa di quella bufera tremenda che sconquassa la sua creatura politica e la sua famiglia. Umberto Bossi di buon mattino per il suo standard, alle 10, esce di casa e arriva in via Bellerio. Aspetta Roberto Castelli che ha convocato appositamente. E Castelli, come già ha fatto venerdì 6, appena arriva lo difende con i giornalisti, dicendo che il Capo "non sapeva nulla" e ricordando che Bossi "lo aveva detto" al tesoriere Belsito di mostrare i conti allo stesso Castelli che li chiedeva. Ma che quei conti Belsito non li aveva mostrati (il punto sulle indagini nel servizio di SkyTG24: VIDEO).

Mentre le inchieste sul Carroccio (e prima ancora quella sulla Margherita) spingono il governo a parlare di un possibile intervento sul finanziamento ai partiti, nella testa di Bossi passano tanti pensieri. E al cronista che al telefono gli chiede che cosa intende fare ora, replica con tono affaticato e pensoso "Devo stare lontano adesso, non posso fare altro, stare un passo indietro, han tirato dentro i miei figli, una cosa tremenda...". Poi però, il neopresidente, ha uno scarto di fierezza politica seppur condita di mestizia: "l'unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare scontri tra i dirigenti. Li aiuto un po'... faccio quello che posso". Ecco il ruolo che si sta ritagliando (mentre la Lega viene guidata dal triumvirato Maroni, Calderoli, Dal Lago). Ha ancora uno scatto deciso quando gli si chiede qualcosa sull'invocatissima, da parte della base, pulizia sui conti e nel Movimento "E' già in atto, la pulizia e c'è già chi la deve fare".

Intanto Roberto Maroni su Facebook rilancia il grido di battaglia "Pulizia, pulizia e pulizia, senza guardare in faccia nessuno" scandendo di rivolere "la Lega che conosco, quella dei militanti onesti che si fanno il culo sul territorio, senza chiedere nulla in cambio". Maroni chiede anche che "si volti pagina" e ha lanciato un "motori avanti tutta" per sintetizzare la ripresa dell' attività politica della Lega nonostante si trovi in mezzo ai venti della bufera giudiziaria. Bufera che, secondo l'ex ministro dell'Interno, deve fare il suo corso come ogni cosa. Ma a lui, dice a La Padania, ora questo interessa meno: "a noi interessa imprimere da subito una nuova azione politica della Lega".

E chissà che l'invito alla pulizia non si riferisca anche a Rosy Mauro. Travolta dallo scandalo della gestione dei fondi del Carroccio, la vicepresidente del Senato è finita nel mirino di Terzo Polo e Idv che ne chiedono a le dimissioni arrivando a minacciare di boicottare i lavori a palazzo Madama. Il suo partito, la Lega, intanto tace: non una sola voce si leva dal Carroccio a suo sostegno.

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