Bossi: "Roma farabutta, ci ha dato questi magistrati"

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Il giorno dopo le dimissioni, il leader della Lega non esclude la possibilità di ricandidarsi. Poi incontra Maroni e Calderoli. La segretaria del senatùr ai pm: "Lo avvisai delle irregolarità". Rosy Mauro: "Basta porcherie sul mio conto". VIDEO

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Il giorno dopo le dimissioni da segretario federeale di Umberto Bossi che hanno scosso il partito, la parola d'ordine è ripartire, riorganizzarsi e ripartire per la "svolta" politica.  E l'incontro fra Bossi e Roberto Maroni, presenti anche Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, ha avuto proprio il doppio obiettivo da un lato di fissare le prossime tappe, e dall'altro di smorzare le polemiche dopo le contestazioni di un gruppo di leghisti che in via Bellerio aveva attaccato l'ex ministro dell'Interno dandogli del traditore e del Giuda.

"Maroni non è Giuda" aveva detto Bossi in mattinata, ha "solo fatto una specie di corrente, i barbari sognanti, che non penso sia con me ma neppure contro di me". "La Lega è pericolosa - aveva continuato - perché è sotto l'occhio non solo di Roma farabutta che ci ha dato questo tipo di magistrati ma anche della militanza, quindi bisogna fare le cose giuste che interessano la gente” ha detto il senatùr affermando inoltre che lo scandalo "è stato tutto organizzato".

Per tutto il giorno però si sono susseguite notizie sulle vicende che coinvolgono anche Rosi Mauro e la famiglia Bossi. Daniela Cantamessa, segretaria particolare del leader della Lega dal 2005, nel corso del suo interrogatorio coi pm di Milano e Napoli, ha detto di aver “avvisato Bossi delle irregolarità" commesse da Belsito. La donna ha anche sostenuto di aver ammonito il senatùr che Rosy Mauro era "un pericolo".

La esponente leghista, vice presidente del Senato, ai microfoni di SkyTG24, si è difesa spiegando di "non essere una traditrice" e criticando la "superficialità" di Belsito. Quindi ha fatto un affondo contro "il processo mediatico" inscenato per "distruggere Bossi".

Intanto, gli apprezzamenti per il passo indietro del Capo sono arrivati praticamente da tutti, incluso il governatore del Veneto Luca Zaia che ha chiesto che "si faccia chiarezza. E che chi ha sbagliato paghi" (guarda il video)"Si è deciso per un sistema virtuoso - ha aggiunto - sulla trasparenza del bilancio con la certificazione da parte di un ente esterno".E anche il sindaco di Verona parla di un gesto di una "nobiltà estrema". Tosi, interpellato da SkyTG24 su un posibile successore di Bossi risponde: "Io un candidato ce l'ho, se mi si chiede se voterei Maroni, certamente sì". (video)

"Riprende l'iniziativa politica della Lega, a partire già dalla prossima settimana", ha detto proprio l'ex ministro dopo l'incontro con Bossi. Il prossimo appuntamento politico importante sarà martedì prossimo a Bergamo. L'incontro al Palacreberg, che doveva servire a chiedere il congresso federale, si trasformerà  in una riunione di orgoglio padano e, come ha spiegato l'europarlamentare Matteo Salvini, in un "abbraccio" a Bossi, che è presidente e non più segretario, ma resta comunque il capo.

Alla riunione autoconvocata dalla base bergamasca, a questo punto, dovrebbe essere presente lo stesso Senatur oltre al triunvirato che reggerà la segreteria fino al congresso di inizio ottobre: Roberto Calderoli, Manuela Dal Lago e Roberto Maroni. L’ex ministro dell'Interno sembra, al momento, il principale vincitore di questa fase. Prima del congresso federale, entro l'autunno, si terranno i congressi nazionali. In Veneto e in Lombardia sembra scontata la vittoria dei cosiddetti maroniani. C'e' pero' tutta l'estate e le cose possono cambiare. Bossi stesso - anche se non sembra per ora intenzionato - potrebbe ricandidarsi e l'ex ministro dell'Interno difficilmente andrebbe allo scontro.
Il 'Capo' per ora non ha sciolto le riserve. "Bossi ancora segretario? - ha detto Manuela Dal Lago - Non so cosa succederà fra qualche mese. Ma Umberto Bossi, quale sarà il suo ruolo, non può non esserci nella Lega".

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