Lega, si chiude l'era di Bossi. Maroni: giornata di passione

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Il senatur lascia la segreteria del partito travolto dalle inchieste: "Chi sbaglia paga, ma questa storia puzza". E difende Bobo, contestato da alcuni militanti. "Ora si deve pensare a fare pulizia", dice l'ex ministro dell'Interno. LA RASSEGNA STAMPA

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Travolto dalle inchieste sui soldi del partito alla sua famiglia, Bossi si dimette da segretario della Lega (il comunicato - la tag cloud): "Chi sbaglia paga; ho pianto, piangevano tutti, ma ora sarei d'intralcio: si faccia chiarezza", ha detto il senatur. "Giornata di passione, ma da oggi si riparte più forti di prima", spiega Maroni, contestato da alcuni militanti di via Bellerio al grido di "traditore" (guarda le foto). L'ex ministro dell'Interno oggi, venerdì 6, vedrà Bossi in via Bellerio. Le dimissioni di Bossi sono sulle prime pagine di tutti i giornali (la prima pagina della Padania). Tutti concordi nel sostenere che "si è chiusa un'era" (guarda la rassegna stampa nel video in alto).

Bossi: "Questa storia puzza" - Un complotto? "Io so che questa storia puzza. Tutto qui". Così Umberto Bossi a Repubblica in una delle diverse interviste rilasciate ai quotidiani di venerdì 6. "Siamo l'unica vera forza di opposizione alla grande ammucchiata e a questo governo delle banche. Ci sono le elezioni. Ed ecco che proprio adesso tirano fuori questo scandalo". Il Corriere della Sera raccoglie invece lo sfogo che il senatur avrebbe fatto a un amico: "Mi avete preso per il culo. Ma la cazzata più grande l'ho fatta io, tutta da solo: non avrei dovuto far entrare i ragazzi in politica", si legge in un retroscena.

"Usarono
metodi simili, ma io non sono Craxi" - "Bossi, Lega per sempre", titola in prima pagina La Padania. Il quotidiano del Carroccio si stringe attorno al suo leader io giorno più difficile della sua carriera  politica e dò ampio risalto a un'intervista concessa dal Senatur  proprio dopo il passo indietro. "Ho fatto la cosa giusta, non ho voluto restare lasciando che si insinuassero dubbi sulla reale pulizia dentro il Movimento", sottolinea il leader del Carroccio. "Tutti credono che conti una carica, conta quello che hai intesta e nel cuore", dice Bossi. Come verrà chiamato adesso? Capo? Segretario? Umberto? "Militante, anzi no semplice simpatizzante", replica il Senatur. "Io resto sempre a disposizione della causa. Guarda che non cambia niente! Il peso di un uomo non lo fa la carica", assicura  Bossi che risponde così quando gli fanno notare che qualche politologo ha paragonato l'attacco alla Lega a quello che subì in passato il Psi di Bettino Craxi: "Usarono metodi simili, ma io non  sono Craxi, io ci sono e resto nel partito, a testa alta, per combattere per la Padania, che verrà" (l'intervista a Radio Padania: VIDEO).

Maroni: "Non guardiamo in faccia a nessuno" - Sui giornali c'è spazio anche per Roberto Maroni, indicato da molti come il possibile successore di Umberto Bossi. Alcuni militanti lo hanno accolto in via Bellerio al grido di "traditore", ma Bossi lo ha difeso. "Dal punto di vista giudiziario sarà quel che sarà. ora si deve pensare al partito e a fare pulizia senza guardare in faccia a nessuno", dice l'ex ministro dell'Interno a Repubblica. E sulle rivelazioni emerse dalle inchieste sull'ex tesoriere Francesco Belsito dice: "Il senatur non ne sapeva niente, sono sicuro. Qualcuno si è fatto scudo di Umberto e lui si è accorto di essere stato raggirato".

Il Giornale: "L'incubo di Maroni il delfino: finire spiaggiato come Martelli"
- In un'analisi, Il Giornale riprende un parallelo tra Claudio Martelli e Roberto Maroni e "il destino degli eterni numeri due".

Calderoli: "Dimissioni atto d'amore" -
"Le dimissioni di Bossi sono un atto d'amore e dimostrano che la Lega è diversa da altri partiti", è il commento di Roberto Calderoli intervistato dal Corriere della Sera. Sulle intercettazioni dalle quali verrebbe fuori il suo nome spiega: "Contro di me non esistono accuse. Gli unici soldi che possono essere riferiti a me sono quelli utilizzati per le attività del movimento".

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