Stefano Stefani, il nuovo tesoriere della Lega Nord

Il nuovo tesoriere della Lega Nord Stefano Stefani
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Nato a Vicenza nel 1938, leghista della prima ora, nel 2003 causò uno scontro diplomatico con la Germania, definendo i tedeschi "biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista" e invitandoli a fare un test d'intelligenza. La scheda

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Stefano Stefani ha preso il posto di Francesco Belsito, travolto dallo scandalo che ha investito la Lega Nord, ed è il nuovo tesoriere del Carroccio. Stefani è nato a Vicenza nel 1938. Coniugato, con tre figli, fa l'imprenditore orafo ed è noto per la sua lunga militanza nella Lega Nord, di cui fa parte fino dalle origini. Dal 1995 al 2002 è stato presidente federale del partito (incarico dato ora a Umberto Bossi), è stato senatore dal 1994 al 2008, mentre alle ultime elezioni è stato eletto alla Camera dei Deputati. Prima del nuovo incarico a tesoriere era responsabile del Settore Media e Comunicazione del partito.

Non è però la prima volta che Stefani balza agli onori della cronaca. Nel 2003 alcune sue dichiarazioni accesero uno scontro diplomatico tra l'Italia e la Germania. L'allora sottosegretario al turismo scrisse una lettera a La Padania per commentare lo scontro avvenuto pochi giorni prima a Strasburgo tra Silvio Berlusconi e Martin Schulz, quello celebre in cui il premier italiano dava del Kapò al capogruppo dei socialisti europei. Sul giornale della Lega Nord, l'attuale tesoriere, scrisse che i tedeschi erano "biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista". L'esponente leghista aggiunse anche che "se in passato è bastato un automobilistico 'test dell'alce' per far capire la fallibilità della Germania, paese ubriaco di tronfie certezze, chissà quante coscienze potrebbe far crollare un doveroso ed indispensabile test d'intelligenza".

Da Berlino arrivarono le proteste ufficiali, l'allora cancelliere Gerhard Schroeder minacciò di cancellare le sue vacanze in Italia e gli operatori turistici della riviera romagnola lamentarono i possibili effetti negativi sulla stagione estiva. Andò a finire che Stefani si dimise pochi giorni dopo, sottolineando comunque quanto fosse "curioso che nel nostro Paese venga additato e colpevolizzato l'unico che ha usato la propria voce per lavare un oltraggio fatto in Parlamento europeo al nostro Paese."

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