Monti: “Possibile una grande coalizione anche dopo il 2013”

Il premier Mario Monti è rientrato lunedì in Italia dopo un lungo viaggio in Oriente
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Il premier, rientrato dal viaggio in Oriente, in un’intervista alla Stampa fa il punto sulle riforme e spiega che “se la situazione lo richiederà sarà possibile continuare il dialogo”. Ma senza di lui: “Guarderò da fuori”. “La crescita? Difficile subito”

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"Se la situazione del Paese lo richiederà ancora, allora immagino che (i partiti) saranno anche disposti a mettere a frutto l'acquisita capacità di dialogo tra loro per pensare a soluzioni larghe, a grandi coalizioni". Tradotto: un governo con una larga maggioranza, come quella di cui gode Mario Monti, è possibile anche dopo il 2013. A dirlo è lo stesso premier, appena rientrato dal lungo viaggio in Oriente, in un'intervista alla Stampa.

Monti si autoesclude: “Io guarderò da fuori” - "Penso - ha aggiunto - a quelle formule che in passato venivano auspicate ma subito fatte oggetto di sorriso benevolo, in quanto dichiaratamente impossibili, ma proprio l'esperienza attuale mostra come possibili. Già in una intervista a La Stampa nel 2005 avevo detto che ci sarebbe voluta una grande coalizione per fare le riforme: mi attirai solo critiche e giudizi di irrealizzabilità ma alla fine mi pare che proprio questo sia successo". Monti ha aggiunto che "in questa fase, abbiamo visto come reagiscono gli italiani a sentirsi dire, anche con linguaggio schietto, che occorre fare certe cose che pesano. Per cui ogni volta che penso ai cambiamenti nella società e nella politica mi convinco ancor di più che i comportamenti virtuosi non saranno abbandonati. E sarà bello guardare tutto questo dal di fuori”.

Il rapporto con Berlusconi - Monti interviene anche sul suo rapporto con Berlusconi. "Superata una fase iniziale di normale adattamento a una situazione nuova, il mio predecessore ha manifestato un importante e continuo sostegno", dichiara. "Sulle grandi questioni internazionali lo tengo informato e partecipe e gli chiedo suggerimenti".

“Crescita non facile nel brevissimo periodo” - "Abbiamo un obiettivo molto ambizioso ma ci siamo lasciati dei margini e per questo non crediamo proprio che un eventuale andamento più negativo dell'economia reale imponga una nuova manovra”, dice Monti avvertendo però che la crescita "non è realizzabile nel brevissimo periodo. Abbiamo lavorato per evitare la soluzione peggiore: le misure prese stanno avendo e avranno un effetto recessivo ma che va comparato con lo scenario greco, non con uno scenario di crescita che non era dato. Abbiamo evitato di finire come la Grecia - ha sottolineato il premier - ora i provvedimenti di crescita richiedono più tempo".

“Lavoro, riforma pronta al più presto” - "Il disegno di legge che è in corso di finalizzazione da parte del governo non si discosterà significativamente da quanto è stato tratteggiato nel documento che varammo al Consiglio dei ministri", spiega poi il premier anticipando che "al più presto" sottoporrà il testo della  riforma del lavoro al capo dello Stato.
"Molto rilevanti per l'impatto complessivo della riforma non  sono soltanto i suoi contenuti ma anche la velocità con la quale il  Parlamento svolgerà il suo doveroso e attento esame -spiega-. Se, anche senza il decreto legge, i tempi saranno rapidi allora questo gioverà molto e servirà a mostrare all'Italia e al resto del mondo che il processo di riforme non ha subito un momento di arresto. E' importante non perdere il 'momentum'".

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