Caso Belsito, leghisti infuriati sul web: “Facciamo pulizia”

1' di lettura

L’inchiesta che coinvolge l’ex tesoriere e sfiora anche i vertici della Lega rischia di lasciare un segno nella base: “Vogliamo andare in piazza senza vergognarci”. “Noi come gli altri? Fa male, molto male”. E c’è chi chiede a Maroni di scendere in campo

Chi è Francesco Belsito: la scheda - le foto
La sede della Lega perquisita: le foto - le reazioni
Scandalo Lega: tutte le accuse dei pm

Soldi e politica: 20 anni da Tangentopoli, ancora scandali

(In fondo all'articolo tutti i video sul caso Belsito)

“E’ primavera, è ora di fare le pulizie di Pasqua”.  Il “day-after” della Lega è segnato dalla rabbia e dalla delusione dei militanti. A 24 ore dalla notizia del blitz dei carabinieri nella sede milanese di via Bellerio, dall’iscrizione nel registro degli indagati del tesoriere Francesco Belsito e dalle accuse pesantissime (non ancora provate) che arrivano a lambire la famiglia Bossi, la base del movimento è in fermento. Con una novità. Rispetto agli scandali precedenti (su tutti il caso Boni), questa volta i leghisti che si fanno sentire sui social network e in radio sembrano più arrabbiati e forse maggiormente disposti a sacrificare lo spirito unitario per esprimere il proprio dissenso.
Sono pochi quelli che parlano di "complotto", di più quelli che invece si mostrano preoccupati per le accuse mosse dai magistrati. Temendo forse che dietro la bufera innescata dal caso Belsito non si celi un attacco politico, ma ci sia qualcuno che ha sbagliato davvero.

Gli inviti, come quello di Giovanna, a dedicarsi alle pulizie di primavera rimbalzano su Twitter (dove gli hashtag più gettonati sono stati #granapadana e #legaladrona), sulle pagine Facebook dei principali esponenti politici della Lega e a Radio Padania. Sull’emittente radiofonica dei lumbard il forum è “momentaneamente” chiuso da diversi mesi. Ma gli ascoltatori possono far sentire la propria voce in diretta. “Se fosse accertato quello che viene detto – dice uno di loro –  è ora che anche nella Lega una volta per tutte certa gente venga cacciata a calci nel…”. Si schiera invece contro i sostenitori del repulisti un’altra ascoltatrice, Giuliana da Varese, che si definisce “una vecchia militante bossiana”. “Non condivido che certe cellule, che per anni non abbiamo mai visto sul territorio, adesso si sono svegliate e vogliono fare pulizia. Vergogna, vergogna”.

Clima incandescente anche su Facebook. “Scoprirsi che anche noi "siamo" uguali a tutti gli altri fa male, molto male...”, scrive Stefano in calce a un commento dell’eurodeputato Matteo Salvini che aveva scritto: “E’ nei momenti difficili che si vedono i veri leghisti”.
Sulla bacheca di Roberto Maroni, molto seguito e attivo su Facebook, un altro militante, Massimo, scrive: “Vorremmo andare in piazza con i nostri gazebo a testa alta senza nulla di cui vergognarci e senza sentirci dire che siamo ladri, uguali o addirittura peggio degli altri”. Sono tanti inoltre a chiedere all’ex ministro, da mesi in crisi con l’area bossiana (il cosiddetto “Cerchio magico”), un passo deciso in avanti: “Roberto, pensaci tu. Prendi al più presto le redini”, lo incita Edoardo. Non è il solo. E c’è anche chi si dice “dubbioso sul fatto che si tratti di un complotto contro la Lega”.

Nel pomeriggio di mercoledì 4 aprile si è rifatto vivo su Facebook, dopo un silenzio durato qualche giorno, anche Renzo Bossi, che ha postato sulla sua pagina un’intervista nella quale assicura che né lui né la sua famiglia hanno mai preso soldi (GUARDA IL VIDEO). Gli risponde un fan, Bruno: “Renzo,io ti credo. Capisco anche che siamo sotto attacco guarda caso sempre quando facciamo opposizione dura. Però qualche assist glielo diamo,non credi?”.
Un punto di vista condiviso anche da un altro militante che sulla pagina di Salvini scrive: “Sono stufo di sentire piovere accuse su accuse prima ancora delle sentenze… Da quando la Lega è l'unico movimento di opposizione la stanno massacrando e ora che arrivano le elezioni viene di nuovo massacrata”.
Per Lorena bisognerebbe ricordare che non “tutti i mali vengono per nuocere”. Ma a una condizione: “Chi sbaglia, paga. Semplice”.
È quello che pochi minuti dopo scrive sulla sua bacheca Roberto Maroni, intercettando gli umori della base: "Quello che ho letto oggi sui giornali è sconcertante. Sono accuse molto gravi che portano un attacco senza precedenti alla Lega e alla sua gloriosa storia. Dobbiamo fare subito pulizia: chi ha tradito la fiducia dei militanti deve essere cacciato, senza guardare in faccia a nessuno. La Lega è un grande movimento, patrimonio di tutti i militanti onesti”.

Leggi tutto