Articolo 18, Casini e Bersani soddisfatti. Critiche dall'Idv

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Per il leader dell'Udc il governo "ha lavorato bene", mentre il segretario del Pd parla di "un passo avanti. Importante che l'onere della prova non sia del dipendente". Mentre per Di Pietro l'esecutivo "getta solo fumo negli occhi"

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L'ampia maggioranza che sostiene l'attuale governo accoglie con giudizi positivi i contenuti della conferenza stampa di Elsa Fornero e Mario Monti sulla riforma del lavoro. Se Pier Ferdinando Casini parla di un "ottimo lavoro collettivo", Bersani considera quando deciso sull'articolo 18 "un passo avanti".  Buona accoglienza anche da parte di Raffaele Bonanni, che parla di "problema definito in modo ragionevole". Duro invece l'accoglienza di Antonio Di Pietro secondo cui il governo "getta fumo negli occhi degli elettori". Alfano, che interviene solo in serata, sottolinea che il Pdl "avrebbe votato anche la bozza precedente", ma si dice soddisfatto per la maggior flessibilità in entrata.

Soddisfazione dall'Udc - Il primo a intervenire è Pier Ferdinando Casini secondo cui "il Governo ha lavorato bene in una materia difficile come quella del lavoro. Ha ascoltato le parti sociali, si è consultato con i partiti della maggioranza e poi ha deciso come è giusto che sia." Il leader dell'Udc ha proseguito dicendo che "adesso ci apprestiamo al confronto parlamentare con costruttiva serenità. C'è stato un ottimo lavoro collettivo ma in particolare mi sento di esprimere apprezzamento verso il Ministro del Lavoro Elsa Fornero. Dalla previdenza al mercato del lavoro esprime certamente un altissimo tasso di produttività tra i Ministri del Governo".

Approvazione del Pd
- Secondo Pier Luigi Bersani (GUARDA IL VIDEO) "è stato fatto un passo avanti importantissimo, con la reintroduzione del reintegro e con l'onere della prova che non è a carico del lavoratore. Mi pare un risultato importante". E sulla posizione della Cgil, il segretario del Pd, sostiene che "credo che la nostra gente sia soddisfatta. Mi  auguro  che lo siano tutti. Dopodiché ci sono tanti altri aspetti, come quello degli esodati che va risolto. Non è che tutto sta attorno al pur importantissimo art. 18".
Giudizio positivo anche per l'ex ministro del Pd, Cesare Damiano, che su Twitter scrive: "Le correzioni apportate alla riforma del mercato del lavoro sui licenziamenti per i motivi economici vanno nella giusta direzione".

Alfano: "Margini di miglioramento"
- Angelino Alfano interviene solo a tarda sera e, parlando in generale sull'attività del governo Monti, sottolinea che "il Pdl ha avuto soddisfazione su alcune richieste, tra cui quella sulle partite Iva. Abbiamo ottenuto che si peggiorasse sull'articolo 18 rispetto all'intesa precedente, ma abbiamo ottenuto una maggiore flessibilità in entrata". Il segretario del Pdl ha anche aggiunto di credere "che in Parlamento ci saranno ancora margini per miglioramenti".

Camusso: "Prima voglio leggere il testo" - Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, questa sera a Bologna per assistere alla proiezione di un documentario sul lavoro femminile, non ha commentato neppure l'ipotesi di reintegro prevista per i licenziamenti economici dalla riforma del lavoro. "Sono questioni giuridiche precise, e come sono scritti i testi diventa importante. Permetteteci - ha continuato rivolta ai giornalisti - che ci riserviamo di dire cosa ne pensiamo quando abbiamo un testo".
La sindacalista, riferendosi agli stanziamenti previsti dal governo per gli ammortizzatori sociali, ha aggiunto: "Dipende da come sono composti quegli 1,8 miliardi di euro previsti".

Cisl: "Ora è arrivato il momento di pensare alla crescita"
- Bonanni: "Buona la valutazione anche di Raffaele Bonanni, secondo cui "la questione che ci preoccupava di più è stata definita in modo ragionevole". "La raccomandazione fatta da noi al presidente del Consiglio e che lui raccolse di non far coincidere i licenziamenti economici con eventuali situazioni fraudolente delle aziende è stata chiarita: ci sarà il reintegro nel caso le aziende tenteranno di portare avanti situazioni fraudolente", ha sottolineato il leader della Cisl. "Ora è arrivato il momento di rasserenare il paese come ci chiede il presidente della Repubblica, ma soprattutto di risolvere i problemi dell'Italia che sono la mancanza di crescita e l'eccessivo peso fiscale. Per questo noi ci mobiliteremo nei prossimi giorni".

Idv: "Gettano fumo negli occhi" - Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi in una nota affermano invece che si sta "recitando la commedia degli equivoci. Il governo getta fumo negli occhi dei lavoratori per coprire la vera natura del provvedimento: varare in Italia una legge per avallare i licenziamenti facili". Sicuramente - scrivono Di Pietro e Zipponi - vi sarà un aumento del contenzioso giuridico e dei tempi delle cause, poiché il giudice dovrà fare più di una valutazione. Questa riforma avrà gravissime ripercussioni soprattutto su quelle fasce di lavoratori deboli e anziani ma troppo giovani per andare in pensione. Inoltre, non viene dato nulla alle nuove generazioni: le 42 forme di contratti precari sono lasciate inalterate ed è stata ridotta la copertura degli attuali strumenti di protezione sociale". Concludono Di Pietro e Zipponi: "Si tratta di una grave lesione democratica. Per l'Italia dei Valori l'articolo 18 deve rimanere così com'è. Per questo, continueremo a fare una forte opposizione in Parlamento e nel Paese".

Centrella: "Diciamo no alla riforma" - Negativo anche il commento dell'Ugl, che per bocca del suo leader Giovanni Centrella sostiene che  "persino le parti buone sono state intaccate da quelle cattive: sono state ridotte le mensilità dell'indennizzo per i licenziamenti economici, non è stato aggiunto il reintegro per gli stessi, infine sull'onere della prova a carico del lavoratore non abbiamo ascoltato risposte chiare. Ovviamente per un giudizio piu' approfondito dobbiamo leggere tutto l'articolato".
Quanto al dialogo con le parti sociali "l'ascolto da parte del ministro certamente c'e' stato, ma alla fine non e' questa la riforma che ci aspettavamo, sebbene in alcuni punti non possiamo negare il nostro apprezzamento, in particolare sulla prevalenza data al contratto a tempo indeterminato, sull'apprendistato e sulla chiarezza introdotta nelle fattispecie atipiche"

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