Berlusconi: “Conosco Bossi, sono certo della sua estraneità”

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L’ex premier commenta in una nota l’inchiesta sul tesoriere della Lega Nord Belsito. Intanto il presidente della Camera Fini chiede “più trasparenza sul finanziamento pubblico”. Mentre la Lega si spacca con Maroni e Zaia che auspicano "maggiore pulizia"

Chi è Francesco Belsito: la scheda - le foto
La sede della Lega perquisita: le foto


Gli altri casi giudiziari che riguardano la Lombardia:

Filippo Penati (Pd) - Prosperini (Pdl) - L'inchiesta Montecity - Loris Cereda - Mirko Pennisi (Pdl) - Nicoli Cristiani (Pdl)

(in fondo all'articolo tutti i video sul caso Belsito)

"Sono certo che tutto si chiarirà e che verrà provata l'assoluta estraneità di Umberto Bossi e della sua famiglia a qualsiasi ipotesi di reato". Così Silvio Berlusconi in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa del Pdl dopo la vicenda di Francesco Belsito, il tesoriere della Lega Nord indagato e che secondo i pm avrebbe sottratto soldi al partito in favore della famiglia Bossi.
"Chiunque conosca Umberto Bossi e la sua vita personale e politica, non può essere neanche lontanamente  sfiorato dal sospetto che abbia commesso alcunché di illecito. E in  particolare per quanto riguarda il denaro della Lega, del movimento al quale ha dato tutto se stesso. Perciò esprimo a Umberto Bossi la mia più affettuosa vicinanza". "Sarà bene - aggiunge il Cavaliere - anche ribadire e ricordare che Bossi, contrariamente a quanto cercano di suggerire certi media, non solo non risulta accusato di alcunché ma dovrebbe casomai essere  considerato persona offesa".

Fini: "Più trasparenza sul finanziamento pubblico" - Valutare "le iniziative legislative ritenute più opportune per migliorare, in particolare sotto il profilo della trasparenza e dei meccanismi di controllo, l'attuale quadro normativo in materia di finanziamento pubblico". E' questo invece l'invito che il presidente della Camera Gianfranco Fini fa ai gruppi parlamentari, dopo la diffusione della notizia dell'indagine su Belsito. Stessa opinione espressa anche da Renato Schifani, secondo qui "serve una legge sulle regole anche sulla contabilità che contribuisca a dare credibilità a tutti i partiti".


L'Idv rilancia il referendum - L'Idv, invece, rilancia l'iniziativa - già comunicata diversi giorni fa - di presentare in Cassazione un quesito referendario in cui si chiede l'abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti.
Si tratta, sottolinea Di Pietro, di quel "finanziamento pubblico mascherato con cui le forze politiche hanno aggirato l'esito del referendum del 1993. Abolire i rimborsi elettorali - per il leader dell'Idv - non serve solo a ripristinare la sovranità popolare tradita e a evitare che si continuino a buttare soldi, per ingrassare la cricca in un momento così difficile. E' anche il solo modo per aggredire alla fonte l'origine della corruzione che sta distruggendo il nostro Paese. Sono questi i settori da colpire, non l'articolo 18 e i diritti dei lavoratori".

La Lega si spacca - E mentre Berlusconi si dice "certo che tutto si chiarirà e che verrà provata l'assoluta estraneità di Umberto Bossi e della sua famiglia a qualsiasi ipotesi di reato", la Lega si divide tra chi critica il tesoriere di partito e chi lo difende. Così, il capogruppo della Lega in Regione Lombardia Stefano Galli dice di non voler essere "proni alle procure" e alla domanda se il partito sia tranquillo risponde: "Per quanto ci riguarda sì". "E' un accanimento, non ricordo venti finanzieri che vengono da Napoli di primo mattino nella sede di nessun partito", dice invece l'europarlamentare e capogruppo al comune di Milano Salvini, che subito dopo insiste però sull'opportunità che Belsito faccia un passo indietro.

Maroni e Zaia: "Si faccia pulizia" - Molto più netto il commento di Roberto Maroni: "E' il momento di cogliere questa occasione per fare pulizia", dice l'ex ministro, secondo dui il compagno di partito dovrebbe "fare un passo indietro". "La Lega risulta parte lesa, è questa una buona notizia", spiega. "Si poteva fare qualcosa prima, ma purtroppo questa richiesta non è stata ascoltata da chi doveva decidere. Noi - ha spiegato Maroni- abbiamo anche chiesto in Consiglio federale che ci portassero i conti e che si facesse chiarezza, che Belsito facesse un passo indietro e venisse nominato un nuovo amministratore. Purtroppo -ha aggiunto- questa richiesta non è stata ascoltata e si è arrivati alla situazione di oggi".
Ancora più esplicito il commento del governatore veneto Luca Zaia: "Mi sembra raccapricciante ciò che sta avvenendo: questa è un'agonia". "E' ora - aggiunge - di scrivere la parola fine a tutte queste cose: si faccia chiarezza e si faccia pulizia. Abbiamo l'obbligo di dimostrare ai cittadini e ai militanti del partito che in Lega tutto si compie in maniera corretta".

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