Riforma lavoro, Napolitano: “A giorni il disegno di legge”

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Il segretario del Pd Bersani lancia intanto un appello al premier: “Cambiamo insieme l’articolo 18. Sì al reintegro e votiamo prima di maggio”. Alfano (Pdl): “Meglio fare questa riforma insieme che separati”. D’accordo sui tempi anche Casini

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Pressing da più parti sulla riforma del lavoro. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto sapere che per il governo "la situazione non soddisfacente nel mercato del lavoro" rappresenta "un ostacolo" alla crescita e alle prospettive per nuova occupazione . Per questo, ha aggiunto il Capo dello Stato, "il disegno di legge sarà presentato da qui a qualche giorno".
Anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani preme e lancia un appello al premier dalle pagine di Repubblica (LA RASSEGNA STAMPA): "La riforma va salvata: sì al reintegro e votiamo prima di maggio". "Cambiamo insieme l'articolo 18 - dice Bersani -, non possiamo mandare all'aria la riforma". "Io vedo la possibilità di un punto di caduta condiviso in Parlamento e lo scenario di un incaponimento del governo non lo prendo nemmeno in considerazione". Per Alfano, Pdl, "fare la riforma sul lavoro insieme è meglio che farla separati". Anche Casini (Udc) è d'accordo sulla tempistica: "Bene il voto prima di maggio". E risponde al leader della Cgil Susanna Camusso sulla mediazione: "Spetta a Monti e alla Fornero". Anche Renato Schifani, presidente del Senato, è intervenuto a SkyTG24, domenica 1 aprile, sul timing della riforma promettendo il via libera dell'aula a metà maggio (il testo presentato dal governo). Intanto l'Istat ha diffuso i dati sulla disoccupazione: "tre giovani su dieci sono senza lavoro". E' il tasso più alto dal 2004.

Bersani: "Non mandiamo all'aria la riforma" -
Per il segretario del Pd si tratta di "una buona riforma" se ne si "corregge qualche aspetto" e si dice pronto a mettere sul tavolo della trattativa alcune delle richieste del Pdl sulla "flessibilità in entrata", "soprattutto se si tratta di alleggerire un certo carico burocratico".
Bersani preme soprattutto per trovare un punto di "equilibrio" e per "approvare il testo in tempi rapidi". "Almeno in un ramo del Parlamento - afferma - vorrei chiudere la sostanza del problema anche prima del 6 maggio, prima delle amministrative. Non si può lasciare per aria questo tema per troppo tempo, nessuno ci guadagna a perdere giorni".    Il nodo principale è quello dell'articolo 18. Bersani sottolinea l'importanza di prevedere il reintegro del lavoratore secondo il modello tedesco, ma "non per lasciare le cose come stanno". "Non voglio piantare bandierine - dice -, cerco una soluzione equilibrata. Avete visto le cose che ha detto il Cardinal Bagnasco? Mica anche lui sarà al seguito della Cgil...". Diamo al giudice - spiega - la possibilità di scegliere soltanto nei casi di licenziamento non giustificato da motivazioni economiche tra due opzioni: il reintegro o l'indennizzo. "Se ci fosse solo il reintegro, capirei, ma io immagino altro". Anche nel Pdl "ci stanno riflettendo - prosegue -. Perché il problema esiste e non tocca solo le tute blu". 

Casini risponde a Camusso: "La mediazione la fa Monti" -
Al leader della Cgil Susanna Camusso che chiede il reintegro secco in caso di licenziamento economico illegittimo ribatte Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, parlando ad Agorà: "La Camusso? Vedremo. Ma non ho mai visto una trattativa in cui una parte fa una richiesta su un punto e altri accettano. Ci tengo tantissimo che la Camusso venga associata ed ho lavorato per la concertazione, ma francamente la mediazione la fa Monti, la fa Fornero e non la Camusso".
Il leader del Terzo Polo invita a trovare un compromesso a vantaggio dello sviluppo e della crescita nel Paese. "Non è Monti che ha inventato la questione dell'articolo 18, ma chi investe in Italia - afferma - è chiaro che vanno verificati pregiudizi e discriminazioni ma più flessibilità significa di certo una maggiore mobilità ma anche maggiori possibilità sul lavoro. Se chiudiamo invece la partita sull'articolo 18 come se non fosse mai iniziata, calerà il numero di chi viene ad investire dall'estero a danno dello sviluppo".
Sugli esodati, ha detto poi Casini da Cuneo: "Occorre fare meno battute e più fatti. Ieri e oggi ho parlato con il ministro Fornero, si sta lavorando per trovare una soluzione".



Fassina: quella degli investitori è una favola - La pensa diversamente Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd: "E’ infondata la favola che gli investitori aspettano la modifica dell’articolo 18 per venire in Italia", dice a SkyTG24 (VIDEO). Per Fassina "l'articolo 18 è solo uno dei problemi. Dobbiamo fare in modo anche che gli ammortizzatori sociali siano veramente universali". 

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