Pdl: è caos liste civiche. Cresce 'l'onda azzurra'

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Dal caso L'Aquila, dove i consiglieri comunali sostengono il candidato centrista, ai marchi 'Forza...' in diverse regioni. Il partito è alle prese con contrapposizioni interne e antiche rivalità Fi-An. E via dell'Umiltà potrebbe dettare nuove regole

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Una vera epidemia si è diffusa nel Popolo della libertà. E’ quella delle liste civiche, che a pochi giorni dalla presentazione delle candidature per le amministrative, dilagano in tutta Italia. Manipoli di pidiellini si distinguono dalla casa madre, in dissenso con le scelte del partito o con questa o quella corrente interna, e presentano ai cittadini un proprio nome e un proprio simbolo, a volte per sostenere addirittura un candidato diverso da quello del Pdl. Il problema è grosso, insomma. E i dirigenti di via dell’Umiltà stanno valutando di correre ai ripari fissando dei paletti: le liste civiche potranno apparentarsi con il simbolo del Pdl, purché non siano una scusa per ‘conte’ o contrapposizioni interne.

Il caso l’Aquila – Nel capoluogo abruzzese il candidato Pdl non ha il sostegno neanche di un consigliere comunale pidiellino uscente. In dissenso dalla scelta del partito, infatti, molti di loro hanno deciso di fare campagna elettorale per l’uomo scelto da Udc e Mpa. Una bella grana, dunque. Una sfida fratricida all’ultimo voto, che avvantaggia gli avversari.
A l’Aquila il partito di Berlusconi candida infatti Pierluigi Properzi, ma ha dalla sua il sostegno solo di una parte degli esponenti locali pidiellini. Lo stesso presidente regionale Gianni Chiodi è considerato vicino a Giorgio De Matteis, nome proveniente dall’Mpa e sostenuto dall’Udc e dalla Destra di Storace, ma anche da molti consiglieri comunali Pdl, che non hanno condiviso la scelta di Properzi e, pur restando nel partito, opteranno per De Matteis. Una decisione cui per ora non è seguito alcun provvedimento disciplinare, al contrario della sospensione toccata ai 14 pidiellini che a Verona hanno optato in solitaria per il sostegno al sindaco leghista Flavio Tosi.

Le liste ‘Forza…’ – Intanto, dal Nord Italia un’onda ‘azzurra’ minaccia di portare ancor più scompiglio nel partito: è quella dei movimenti (in qualche caso già pronti a tradursi in liste civiche), che spesso in contrapposizione alla componente ex An, si rifanno allo ‘spirito del ‘94’ (l’anno della discesa in campo di Silvio Berlusconi) e rispolverano il nome di Forza Italia.
Ha rotto il ghiaccio l’associazione ‘Forza Lecco’, fondata dai lecchesi vicini a Michela Vittoria Brambilla, all’apice di un duro scontro congressuale con gli ex aennini. Poi è nata ‘Forza Veneto’. E ‘Forza Como’ è il nome di una lista civica che sulle rive del lago potrebbe scendere in campo contro la stessa lista Pdl.
La fedelissima del Cavaliere Michaela Biancofiore ha registrato i marchi di ‘Forza Trentino’ e ‘Forza Alto Adige’, pur assicurando di averlo fatto solo a scopo precauzionale, contro abusi altrui. La deputata Isabella Bertolini, coordinatrice del Pdl a Modena, si è accaparrata il nome ‘Forza Emilia Romagna’. E il deputato Roberto Tortoli, promuove l’associazione ‘Forza Toscana’, convinto che il Cavaliere possa condividere la sua iniziativa.

Via dell’Umiltà – Che cosa Silvio Berlusconi pensi davvero di questo fiorire di soggetti ‘azzurri’ e di liste civiche, ancora non l’ha dichiarato. Ma c’è chi dall’interno del partito riferisce che la cosa non gli dispiaccia affatto. E l’ex alleato (con cui sarebbe in atto un tentativo di riavvicinamento) Umberto Bossi assicura che l'ex premier “voleva fare le liste civiche” anche per “evitare di contarsi” e attutire, insomma, l’impatto del previsto calo elettorale.
Ma le liste civiche rischiano di essere pericolose per il Pdl. Sia perché alcune di esse, come visto, vogliono contrapporsi al candidato scelto dal partito. Sia perché anche quando restano allo stato embrionale di semplici associazioni, rischiano di allargare il solco tra ex Fi ed ex An (Giancarlo Galan ad esempio propone di rifare Fi e se gli An non ci stanno, “vadano a casa”, dice). In un solo caso questi nuovi soggetti potrebbero essere di aiuto: quando si vuole mantenere l’alleanza con la Lega, che ha posto un veto sul Pdl, ma non sulle sue liste civiche.
Ma nella sede romana del partito, a via dell’Umiltà, i dirigenti Pdl (su spinta soprattutto, ma non solo, degli ex An) stanno cercando di correre ai ripari. Potrebbe intervenire (prima che tra il 2 e il 3 aprile vengano depositate liste e candidature) in prima persona il segretario Angelino Alfano. Ma intanto in molti non nascondono il malumore. "Le operazioni nostalgia - dice Fabrizio Cicchitto - producono soltanto fallimenti". “Nessuno si illuda – tuona Ignazio La Russa, che ieri sera ha incontrato un folto gruppo di ex aennini a Roma – di scaricare sulle diverse provenienze le difficoltà del momento politico, né di trovare motivo di fuga dalle proprie personali manchevolezze. Bisogna rafforzare il Pdl di Berlusconi e Alfano”. L’idea sarebbe dunque quella di presentare il simbolo del Pdl ovunque e accettare liste civiche solo se alleate col Pdl e non strumentali alla conta interna al partito. Basterebbe a fermare 'l'onda azzurra'?

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