L'intesa anti-porcellum: "scommessa" o "finto inciucio"?

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L'accordo sulla riforma della legge elettorale raggiunto da Alfano, Bersani e Casini fa discutere. Per Il Giornale "nessuno si fida di nessuno". Ma secondo il Corriere della Sera l'avvio dell'iter potrebbe arrivare entro 15 giorni. LA RASSEGNA STAMPA

Alfano, Bersani e Casini hanno raggiunto martedì 27 alla Camera un accordo sulla riforme istituzionali, da avviare entro 15 giorni. Per la legge elettorale, eliminazione dell'obbligo di coalizione, collegi uninominali, soglia di sbarramento, indicazione del candidato premier. Per la Costituzione, riduzione dei parlamentari, più poteri al premier, competenze diverse per le due camere. I tre leader che sostengono Monti negano di volere elezioni anticipate. Per Maroni, decidere la maggioranza dopo il voto sarebbe "la vera porcata". Al tema i giornali dedicano ampio spazio: tra interviste, analisi e retroscena (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

Corriere: "La 'scommessa' di Napolitano: via al percorso entro 15 giorni - Il Corriere della Sera approfondisce la posizione del Colle, che aveva espresso "vivo apprezzamento" per l'intesa della maggioranza. Lo fa con un'analisi in cui si spiega che l'avvio della riforma della legge elettorale potrebbe avvenire entro 15 giorni.

Repubblica: "I berlusconiani temono una trappola" - "L'Udc ci riporta la grande coalizione", titola Repubblica in un retroscena. Secondo il quotidiano "con la riforma elettorale che sembra prendere corpo il Terzo polo è destinato a giocare il ruolo del jolly". Una mossa che solleverebbe qualche preoccupazione tra le fila del Pdl.

Il Giornale: "Il finto inciucio" - Di "finto inciucio" parla Il Giornale in prima pagina. Secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi "non si è mai visto un matrimonio a tre che funzioni". E "sempre più insistentemente si parla di un divorzio tra Casini e Fini".

La Russa: "Si va verso bipartitismo europeo" -
"Sulla riforma costituzionale potevamo partire già ieri. Sulla riforma elettorale la sinistra ha chiesto un'accelerazione e noi, che siamo quelli più convinti che bisogna cambiare il sistema di rappresentanza, non abbiamo fatto obiezioni. L'accordo definito su un testo ancora non c'è. E' vero però che abbiamo concordato dei principi che portano a mantenere il bipolarismo seppur spostato dalle coalizioni ai partiti". E' quanto dice al Messaggero, Ignazio La Russa, sulla riforma del Porcellum su cui spiega: "Il cambiamento è nel fatto che c'è l'indicazione del premier e un premio di maggioranza rivolto non alle coalizioni, bensì ai singoli partiti". "I partiti - aggiunge - non hanno convenienza a coalizzarsi, questo sistema tendenzialmente porta al bipartitismo perché il premio di maggioranza va alle forze politiche e non alle coalizioni. E' una spinta verso un sistema più europeo, dove ci sono due o al massimo tre partiti".

Cicchitto: "Facili intese sul generale, difficili nel particolare" - La possibilità di una modifica della legge elettorale "è una questione tutta da verificare. E'  facile trovare intese sulle linee generali, poi quando si va nel  particolare è tutto più complesso", dice il capogruppo del Pdl  alla Camera Fabrizio Cicchitto, intervistato dal Corriere della  Sera.


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