Monti: "Gli italiani vogliono la riforma del lavoro"

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Per il premier "il governo ha un alto consenso, i partiti no". Napolitano: "Il Paese capisce la necessità di cambiamenti". Di Pietro: "Referendum sull'articolo 18". VIDEO

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla riforma del mercato del lavoro)

"E' una riforma che provoca, comprensibilmente, risentimenti e discussioni anche aspre nel Paese ora ma ho l'impressione che la maggioranza degli italiani la ritenga un passo necessario, nell'interesse dei lavoratori". Mario Monti difende la riforma del mercato del lavoro ma si richiama anche esplicitamente a una diffusa consapevolezza da parte degli italiani per sottolineare che il governo sente dalla sua parte la maggioranza del Paese. "Vada a dirlo a quei lavoratori che da giorni scioperano contro la riforma", replica la Cgil su Twitter.
Il premier - che dice di non sapere nulla dell'incontro tra partiti avvenuto il 27 marzo - sottolinea poi che il Parlamento inizierà presto a discutere il testo. E auspica che la riforma venga approvata "prima dell'estate". Rispondendo alle domande dei giornalisti spiega poi che l'Italia all'estero non è più percepita come un fattore di crisi.

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Nel suo intervento alla platea di osservatori selezionata dal gruppo editoriale Nikkei Shimbun, Monti ricapitola i punti premianti del pacchetto e sottolinea tra l'altro che "abbiamo ridotto le distanze da un sistema sul modello della Danimarca, quello della cosiddetta flexsecurity, con meno protezione del posto di lavoro, come era tradizione italiana, e più alla persona che perde il lavoro" e che ancora "mancavano protezioni per i giovani che faticano a entrare nel mercato del lavoro e hanno una posizione da precari" anche perché le imprese "spaventate di fronte all'ipotesi di assumere senza la possibilità di licenziare per motivi economici".
"Ora c'è una grande discussione in Italia", torna a ribadire Monti che però manda dal Giappone un messaggio preciso sul grado di consenso nel Paese sulla riforma che accende il confronto tra partiti e sindacati. "Crediamo che questa riforma è per i lavoratori, specialmente per i disoccupati e specialmente per i giovani disoccupati". "Questo governo ha un alto consenso nei sondaggi - ha aggiunto - e i partiti no".

Per quanto riguarda il clima nel Paese si mostra fiducioso anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Ho molta fiducia - ha detto parlando con i giornalisti poco prima di lasciare Capua per fare rientro a Roma - sulla capacità di comprensione degli italiani sulla necessità di affrontare i cambiamenti e sulle strade nuove che questi cambiamenti prevedono".

Meno fiducioso il leader del Pd Bersani: "O politici e tecnici convincono insieme il paese o sotto la pelle del paese ce ne è abbastanza per prendere a cazzotti politici e tecnici" ha detto il segretario del Pd, definendo stucchevole il dibattito tra politici e tecnici.

E anche l'opposizione mantiene la linea dura. "Qualora questo Parlamento dovesse approvare la modifica dell'articolo 18 l'Italia dei Valori presenterà un referendum" ha detto Antonio Di Pietro partecipando al sit-in dell'Idv, davanti a Montecitorio, contro l'occupazione della Rai da parte dei partiti.

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