Alfano, Bersani e Casini: intesa sulla legge elettorale

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Riforma della Costituzione e nuovo sistema di voto: indicazione del premier senza l’obbligo di coalizione e soglia di sbarramento. Questi alcuni punti dell’accordo. Maroni: “Una porcata”. Il segretario del Pd: "Elezioni ad ottobre? Stupidaggini"

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L'atteso vertice di maggioranza, sollecitato da Pier Ferdinando Casini dopo le polemiche fra i partiti che sostengono il governo di Mario Monti, si è concluso con una "intesa" sulla "necessità di incardinare parallelamente (in Parlamento) la riforma della Costituzione e la legge elettorale". In particolare, quest'ultima prevedrebbe: soglia di sbarramento, indicazione del candidato premier da parte di chi prende più voti, premio di maggioranza. E niente obbligo di coalizione. Un accordo, questo, che ha incassato il plauso del Capo dello Stato che ha espresso il suo vivo apprezzamento per la decisione di avviarle senza indugio, "incardinandole parallelamente".
Di diverso parere la Lega, che va all'attacco: "E' una porcata. Non potremo accettarlo" ha dichiarato Roberto Maroni.

L'intesa sulla legge elettorale - Al vertice, durato circa un'ora e mezza, hanno partecipato per il Pdl il segretario Angelino Alfano assieme a Ignazio La Russa e Gaetano Quagliariello; per il Pd il segretario Pierluigi Bersani e Luciano Violante; per il Terzo polo con Casini c'erano Ferdinando Adornato e Italo Bocchino.
Non si è parlato né di Rai né del tema scottante di questi giorni: la riforma del mercato del lavoro varata la scorsa settimana, salvo intese, dal Consiglio dei ministri e sulla quale le tre forze della maggioranza appaiono divise.
"Al termine dell'incontro tra Pdl, Pd e Terzo Polo - si legge in un comunicato congiunto - si è convenuto sulla necessità di incardinare parallelamente la riforma della Costituzione e la legge  elettorale. L'accordo sulla revisione della Costituzione prevede: la riduzione del numero dei parlamentari, la revisione dell'età per l'elettorato attivo e passivo, il rafforzamento dell'esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento, l'avvio del superamento del bicameralismo perfetto".
"Per ciò che attiene la revisione della legge elettorale, l'intesa prevede: la restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, un sistema non più fondato sull'obbligo di  coalizione, l'indicazione del candidato premier, una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna".
Le modifiche costituzionali e la nuova legge elettorale verranno presentate entro un paio di settimane. Le riforme saranno presentate in Senato: quella costituzionale sotto forma di emendamento soppressivo e interamente sostitutivo del testo già incardinato in commissione, la riforma del voto come proposta di legge.

Alfano: "Un buon lavoro" - Dal vertice di maggioranza alla Camera arriva "un segnale positivo. Abbiamo fatto un buon lavoro che può essere foriero di buoni risultati" ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, al termine dell'incontro. Il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa ha sottolineato che durante la riunione "c'era una diffidenza reciproca, che a mano a mano si è sciolta".

Bersani: "Processo avviato bene"
-  Soddisfatto anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani: "Il processo è stato avviato positivamente". Certo, ha ammesso, "c'è ancora qualcosa da perfezionare e probabilmente ci riuniremo di nuovo la prossima settimana". Per Bersani, ci sono inoltre i tempi per chiudere entro la fine della legislatura.
Poco prima del vertice di maggioranza, il leader del Pd Pier Luigi Bersani aveva smentito le indiscrezioni giornalistiche sulla presunta volontà da parte dei democratici - indiscrezione riportata dal quotidiano Libero -  di voler staccare la spina al governo Monti. Volontà che sarebbe nata dall'impasse sulla riforma del mercato del lavoro e in particolare sulla modifica dell'articolo 18. "Non capisco da dove escano queste stupidaggini: certamente non da noi".

Il video



Bocchino, Pisicchio -  Il vicepresidente di Fli Italo Bocchino ha invece parlato dei tempi: "Se si fa, si fa tutto entro fine anno, oppure non si fa niente". Per il capogruppo dell'Api Pino Pisicchio "i partiti non possono perdere questa ultima occasione per rilegittimarsi presso il corpo elettorale. Sarebbe davvero un errore fatale".

Casini: "Hanno chiesto alla politica di battere un colpo e l'abbiamo fatto" - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, nel corso di una conferenza stampa dopo il vertice di maggioranza, ha sottolineato: "Si è chiesto alla politica di battere un colpo e la politica l'ha fatto. Si parla sempre di antipolitica, ma se si riuscirà a passare dalle parole ai fatti la politica avrà dato una buona prova di sé". E ha spiegato: "Abbiamo lavorato per mandare avanti parallelamente la riforma costituzionale e la riforma della legge elettorale con il principio di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari e di evitare coalizioni che non riescono a governare". 

Critica l'opposizione - "Se la nuova triplice, Pdl, Pd e Udc si mette d'accordo per fare una riforma in cui si sceglie la maggioranza dopo il voto sottraendo ai cittadini il potere di decidere, sarebbe la vera porcata" ha detto il leghista Roberto Maroni sull'ipotesi di riforma della legge elettorale.
"La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa. Non solo non restituisce ai cittadini il diritto di scegliersi i loro candidati, ma gli toglie anche ciò che avevano in precedenza: il diritto di conoscere prima delle elezioni, e non dopo, il programma, la coalizione e il candidato premier" ha affermato il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. E ha aggiunto: "E' un bene anche fare anche le riforme costituzionali, ma si sta mettendo molta carne al fuoco avendo davanti poco tempo. Verificheremo quindi se si tratta di vera volontà o solo fumo elettorale".

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