Fassino: “Monti vuole mettere all’angolo il Pd? Non credo”

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Così il sindaco di Torino, ospite de L’intervista di Maria Latella a SkyTG24, commenta quanto ipotizzato sulle pagine dell’Unità a proposito di una forza di centro voluta dal premier. E sulla riforma del lavoro: “Il Parlamento potrà migliorare il testo”

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"Non sono dietrologo. Conosco Monti e non credo che ciò che ispira l'azione del Presidente del Consiglio sia un disegno politico di formazione di partiti, così come non credo che sia mosso nelle sue scelte dal premiare o penalizzare questa o quella forza politica". Così a Sky TG24 il sindaco di Torino Piero Fassino, nel corso de L'intervista di Maria Latella, ha commentato quanto ipotizzato sulle pagine de L'Unità a proposito di una forza di centro voluta da Monti che lascerebbe all'angolo il Partito democratico. "Monti si è assunto la responsabilità di governare il paese in un momento di emergenza. Ne conosco l'onestà intellettuale e non credo che ne' lui, ne' il ministro del lavoro, ne' il governo stesso possano queste intenzioni di mettere il Pd all'angolo".

Quanto alla riforma del lavoro, Fassino ha osservato: "Il governo non gradirebbe stravolgimenti della legge da parte del Parlamento, ma se il Parlamento apporta integrazioni migliorative non credo che il governo sia contrario. Il punto è mettersi d'accordo sulla sostanza. Il provvedimento va visto nella sua articolazione e nella sua complessità perché questo non è un provvedimento che parla soltanto dell'articolo 18".

"Bisogna discutere in Parlamento sulla terza ipotesi dell'art. 18 - ha aggiunto Fassino - cioè quella sui licenziamenti laddove un'azienda denunci uno stato di crisi irreversibile e debba ridurre la propria forza lavoro. La norma prevede un indennizzo. In Parlamento si discuterà se oltre all'indennizzo ci possano essere altri strumenti che tutelano maggiormente il lavoratore dal rischio che un licenziamento non mascheri altre motivazioni. Per esempio io propongo di prevedere che chi è licenziato, sia preso in carico da un'agenzia, che potrebbe essere pubblica o privata, che per un certo periodo ne curi la ricollocazione nel mondo del lavoro. Ne ho parlato sia con Monti che con Fornero; è una mia proposta personale e penso che ce ne possano essere delle altre. Penso che se ci si applica - ha concluso Fassino – non sia impossibile affrontare i problemi che sono ancora aperti".

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