Contratti, licenziamenti, welfare: così cambia il lavoro

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Dalla stretta sulla flessibilità in entrata con una stangata sui contributi dei collaboratori alla revisione dell'articolo 18 passando per il congedo di paternità. Sono alcune delle misure contenute nella riforma. Ora la parola passa al Parlamento. SCHEDA

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Il governo vara la riforma del lavoro e sceglie come strumento (recependo l'invito di diversi partiti, in testa il Pd) il disegno di legge, in modo da garantire più spazio di manovra al Parlamento, ma tiene duro sull'articolo 18 e non prevede la possibilità di reintegrare i lavoratori licenziati per motivi economici. A cercare di rassicurare partiti e opinione pubblica interviene il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che garantisce che le nuove regole non produrranno una "valanga di licenziamenti facili". La decisione di non procedere attraverso un decreto legge soddisfa il Pd, ma scontenta specularmente il Pdl, che parla di una vera e propria resa da parte dell'Esecutivo e che avrebbe preferito un decreto legge. E intanto, ad allimentare la polemica sull'articolo 18 arriva, da Potenza, le motivazioni della sentenza che hanno reintegrato tre operai nello stabilimento Fiat di Melfi. I giudici del capoluogo lucano sostengono che il Lingotto voleva "liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizione di forte antagonismo, con conseguente immediato pregiudizio per l'azione e la libertà sindacale"

Per i lavoratori del settore privato le nuove norme sui licenziamenti che prevedono il solo indennizzo in caso di licenziamenti per motivi economici entreranno in vigore appena il ddl sarà trasformato in legge. I nuovi ammortizzatori, estesi anche ad apprendisti e artisti-dipendenti, andranno a regime nel 2017 e saranno finanziati con risorse fino a 1,8 miliardi. Ecco la normativa in vigore oggi confrontata con le novità che saranno introdotte appena la riforma diventerà legge (IL TESTO DELLA RIFORMA).

Contratti -
Si punta sull'apprendistato e sul suo valore formativo. Si collega l'assunzione di nuovi apprendisti alla stabilizzazione avvenuta in precedenza (50% nell'ultimo triennio), si prevede una durata minima di sei mesi per il contratto e si alza il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati (da 1 a 1 a 3 a 2). Il contratto a tempo determinato è perseguito fissando un intervallo di 60 giorni tra un contratto e l'altro (contro i 10 attuali) per un contratto inferiore a 6 mesi e di 90 giorni per una durata superiore (adesso 20).

Stretta sulle partite Iva -
Stretta sulle partite Iva e sulle associazioni in partecipazione permesse solo in caso di associazione tra familiari entro il primo grado (genitori o figli) e il coniuge.

Stangata Co.Co.Pro - Ci sarà una definizione più stringente del progetto con la limitazione a mansioni non meramente esecutive o ripetitive in modo da enfatizzare la componente professionale. E' vietato l'inserimento di clausole che consentono il recesso prima della fine del progetto. In caso di mancanza di un progetto specifico il contratto a progetto si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si prevede per i collaboratori un aumento dell'aliquota contributiva di un punto l'anno fino a raggiungere nel 2018 il 33% prevista per il lavoro dipendente (fino al 24% per chi è iscritto a gestione separata e ad altre gestioni o pensionati).

Articolo 18 -
Ci saranno tre regimi sanzionatori per il licenziamento individuale illegittimo: la reintegrazione nel posto di lavoro sarà disposta dal giudice solo nel caso di licenziamento discriminatorio e in alcuni casi di infondatezza del licenziamento disciplinare. Nel caso di licenziamento per motivi economici ritenuto illegittimo dal giudice il datore di lavoro potrà essere condannato solo al pagamento di un'indennità. L'indennizzo che dovesse essere deciso a fronte di un licenziamento illegittimo per motivi disciplinari o per motivi economici potrà variare tra le 15 e le 27 mensilità. Sarà sempre obbligatorio indicare i motivi del licenziamento. Se il licenziamento economico è strumentale e il lavoratore riesce a provare che è invece di natura disciplinare o discriminatoria il giudice applica le relative tutele. E' prevista l'introduzione di un rito procedurale veloce per le controversie in materia di licenziamento.

Aspi -
la nuova assicurazione sociale per l'impiego è destinata a sostituire a regime, nel 2017, l'indennità di mobilità e le varie indennità di disoccupazione. Ne potranno usufruire oltre i lavoratori dipendenti anche gli apprendisti e gli artisti purché possano contare su 2 anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio. Sarà pari al 75% della retribuzione fino a 1.150 euro e al 25% oltre questa soglia per un tetto massimo di 1.119 euro lordi al mese. E' prevista una fase transitoria per il passaggio del periodo dagli 8 mesi attuali (12 per gli over 50) ai 12 dell'Aspi (18 per gli over 55). La contribuzione è estesa a tutti i lavoratori che rientrino nell'ambito di applicazione dell'indennità. L'aliquota è pari a quella attuale per i lavoratori a tempo indeterminato (1,31%) ma sarà gravata di un ulteriore 1,4% per i lavoratori a termine (da restituire in caso di stabilizzazione del contratto). Andrà a regime nel 2013.

Contributo licenziamento -
Il datore di lavoro all'atto del licenziamento dovrà versare all'Inps mezza mensilità ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (in vigore dal 2013).

Cassa integrazione straordinaria -
La necessità di eliminare a decorrere dal 2014 i casi in cui la cassa integrazione straordinaria copre esigenze non connesse alla conservazione del posto di lavoro porta all'eliminazione della causale per cessazione di attività. La Cigs viene estesa a regime per le imprese del commercio tra i 50 e i 200 dipendenti, le agenzie di viaggio sopra i 50 e le imprese di vigilanza sopra i 15.

Fondo di solidarietà per i settori non coperti da cassa integrazione -
Per le aziende non coperte dalla cig straordinaria arriva un fondo di solidarietà. La contribuzione dovrà essere a carico del datore di lavoro (2/3) e del lavoratore (1/3) e ci sarà l'obbligo di bilancio in pareggio.

Tutela per i lavoratori anziani -
Sono possibili accordi per esodi di lavoratori anziani (che raggiungano la pensione nei quattro anni successivi al licenziamento) e la loro tutela con un indennità in attesa dell'accesso alla pensione "con costi a carico dei datori di lavoro".

Dimissioni in bianco -
Norme di contrasto alle dimissioni in bianco e il rafforzamento fino a tre anni di età del bambino del regime di convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri (al momento è un anno).

Congedo di paternità -
Viene introdotto il congedo di paternità obbligatorio (tre giorni) e si approva il regolamento che disciplina le quote rosa nelle società controllate dalle pubbliche amministrazioni.

Voucher per baby-sitter -
Arrivano i voucher per le baby sitter Le neo mamme avranno diritto di chiedere la corresponsione di questi "buoni" dalla fine della maternità obbligatoria e per gli 11 mesi successivi. Li darà l'Inps.

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