Napolitano: "Non ci sarà una valanga di licenziamenti"

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"Il problema più drammatico è quello delle aziende che chiudono" dice il capo dello Stato. D'Alema sull'art.18: "Norma pasticciata". Vendola: "Premier arrogante". Bersani: "Si cambi o il Parlamento può chiudere". Cicchitto: "Serve un decreto legge". VIDEO

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla riforma del mercato del lavoro)

"Non ci sarà una valanga di licenziamenti, noi andremo a una discussione in Parlamento, si confronteranno preoccupazioni e proposte e sono convinto che si arriverà a un risultato di cui si potranno riconoscere meriti e validità". Poco prima che il Consiglio dei ministri approvasse le linee guida della riforma del mercato del lavoro "salvo intese", arrivano le rassicurazioni del presidente Napolitano. "Era una riforma da fare", ma non aprirà la strada a licenziamenti facili, assicura il Capo dello Stato che aggiunge: "Il problema più drammatico è quello delle crisi aziendali, delle aziende che chiudono e dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro non per l'articolo 18 ma per il crollo di determinate attività produttive".
Intanto però preoccupano le tensioni in Aula e quelle sociali. Lo sciopero della Cgil, ma anche le dure proteste del Pd. "Si cambi o il Parlamento può chiudere" dichiara il segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani. Il presidente del Copasir Massimo D'Alema, a SkyTG24, ribadisce che la norma sull'articolo 18 è "pasticciata. Punta il dito contro l'esecutivo Nichi Vendola leader di Sel, che difende l'articolo 18, "caposaldo dei diritti dei lavoratori".

Bersani: "Si cambi o il Parlamento chiude" - "Io sono sereno sul fatto che si vorrà ragionare, sennò chiudiamo il Parlamento, ma non so se, in questo caso, i mercati si tranquillizzano. Il Parlamento c'è e quindi ne discuteremo". Così il segretario del Pd, Pier
Luigi Bersani, durante un incontro con i lavoratori delle riparazioni navali, a margine della seconda assemblea nazionale degli Enti locali, in corso a Genova. "Su tutti i decreti che
sono arrivati - ha concluso - il Parlamento è intervenuto, ha sempre modificato qualcosa". Bersani ha ribadito poi la fermezza del suo partito nella volontà di spingere verso il
modello tedesco.




Vendola a SkyTG24: "Governo insensibile. Scettico su modifiche" - A SkyTG24 il leader di Sel Nichi Vendola esprime tutta la sua contrarietà per questa riforma: “Oggi chi esce dal mondo del lavoro non entra più, i giovani non riescono proprio ad entrare. Per questo è sbagliato nel complesso questo modo di affrontare un problema, che è quello della scarsità del lavoro, mentre si tocca l'articolo 18 che è il caposaldo dei diritti dei lavoratori". "Io boccio in maniera netta questa insensibilità. Ha ragione Rosy Bindi – aggiunge, citando un’intervista della presidente del Pd alla Stampa - quando dice che il governo è forte con deboli e debole con i forti”.



D'Alema: "Norma pasticciata. Il Parlamento la cambierà" - Interviene sul tema del giorno anche Massimo D'Alema che, ai microfoni del canale all news di Sky, dichiara che la riforma dell'articolo 18 è ad oggi una "norma pasticciata non serve a nulla, non credo dia nulla all'economica italiana e va corretta, e noi la correggeremo". Il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) conferma dunque la sua determinazione per una modifica delle disposizioni in materia di licenziamenti. E aggiunge: "Il Parlamento fa le leggi, il governo dovrà adeguarsi alla volontà del Parlamento".


Cicchitto: "Serve un decreto legge" - Difende invece il testo il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Il progetto è in discussione, l’unico modo per salvarne gli aspetti essenziali - dice Cicchitto - è quello di un decreto legge, ma questa è una scelta che spetta al governo.




Riforma del lavoro, testo "salvo intese" -
In giornata il testo verrà licenziato dal Cdm "salvo intese", formula che si usa quando il documento non è ancora da considerarsi definitivo, ma in ogni caso il governo ha mostrato chiaramente l’intenzione di chiudere sulla riforma del mercato del lavoro e tirare dritto sull'articolo 18.
"Nessuna marcia indietro" ha assicurato il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il premier Monti ha chiarito che la disponibilità del governo a eventuali modifiche è strettamente limitata ad una migliore definizione delle regole in materia di licenziamenti economici per limitare al massimo i possibili "abusi".

L'iter parlamentare - Per quanto riguarda la modalità con cui il testo (che verrà redatto in maniera definitiva al ritorno di Monti dal suo viaggio in Asia) sarà approvato, è probabile il governo escluderà il decreto legge proprio per andare incontro al capo dello Stato che chiede di evitare forzature in Parlamento, ed è probabile che il governo opti per la legge delega.

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