Lavoro, il governo approva il ddl: "Tutele ben distribuite"

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Dopo cinque ore e mezzo di discussione, l'esecutivo dà il via libera alla bozza di riforma e annuncia: "Rito procedurale abbreviato per le cause sui licenziamenti". Bonanni: "Bene, ora faremo lobbyng in Aula". IL TESTO IN PDF E IL VIDEO

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Cinque ore e mezzo di discussione. Tanto è stato necessario per approvare in Consiglio dei ministri il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro (IL TESTO). L'esecutivo sceglie quindi di intraprendere la strada parlamentare più aperta al dialogo e non quella del decreto legge, recependo l'invito di diversi partiti, in testa il Pd, mentre il Pdl si dice contraria alla scelta di aprire il dibatitto in Aula.
Una riunione impegnativa, l'ha definita il ministro del Lavoro Fornero, intervenuta brevemente in videoconferenza durante un convegno della Fondazione Cariplo, mentre era ancora in corso il Cdm.

Il governo: "Tutele meglio distribuite" - Secondo il governo, il disegno di legge sul mercato del lavoro "favorirà, anzitutto, la distribuzione più equa delle tutele dell'impiego, contenendo i margini di flessibilità progressivamente introdotti negli ultimi vent'anni e adeguando all'attuale contesto economico la disciplina del licenziamento individuale".
"Renderà - si spiega in un comunicato - più efficiente, coerente ed equo l'assetto degli ammortizzatori sociali e delle relative politiche attive". Inoltre "introdurrà elementi di premialità per l'instaurazione di rapporti di lavoro più stabili" e "favorirà, infine, il contrasto più incisivo agli usi elusivi degli obblighi contributivi e fiscali degli istituti contrattuali".

Le norme, dal rito abbreviato al fondo di solidarietà - Nello specifico, un comunicato dell'esecutivo sostiene che nel ddl sarà prevista "l'introduzione di un rito procedurale abbreviato per le controversie in materia di licenziamenti, che ridurrà ulteriormente i costi indiretti del licenziamento".
La bozza prevede inoltre un fondo di solidarietà per i lavoratori nei settori non coperti dalla cassa integrazione straordinaria.  Arrivano poi le quote rosa per le società controllate dalle pubbliche amministrazione. "Si approva il regolamento che definisce i termini e le modalità di attuazione della disciplina delle cosiddette 'quote rosa' alle società controllate da pubbliche amministrazioni", si legge sempre nel comunicato di Palazzo Chigi.
Nel caso di licenziamento per motivi economici, "il datore di lavoro può essere condannato solo al pagamento di un'indennità. Particolare attenzione è riservata all'intento di evitare abusi". Ma l'affermazione del governo viene subito respinta al mittente dalla Cgil, che su Twitter scrive: "Governo la smetta di dire che impedirà gli abusi. Per evitarli c'è solo il reintegro".

"Una riforma del settore pubblico? Vedremo" - Su una possibile riforma del pubblico impiego, (l'attuale ddl - ha spiegato il ministro Fornero - non riguarderà il comparto statale), è invece il ministro della Funzione Pubblica Patroni Grrifi a dire: "Affrontiamo tutto. Vedremo quali sono i vincoli che abbiamo, dopo di che cerchiamo di avere la maggiore convergenza possibile compatibilmente anche con i vincoli costituzionali che abbiamo".

Bonanni: "Bene il ddl faremo lobbyng in Aula" - Le prime reazioni dei sindacati arrivano dalla Cisl con Raffaele Bonanni, che accoglie con favore l'approvazione da parte del Cdm di un ddl sulla riforma del mercato del lavoro e annuncia un'azione di lobbying sul Parlamento (video). "Il governo ha deciso un ddl e questa è una buona notizia perché avremo tutto il tempo per affrontare il problema. Faremo un'azione di lobbying sul Parlamento perché si trovino soluzioni più vantaggiose per i lavoratori".
Sui licenziamenti economici, ha aggiunto, "è rassicurante che il governo dica che è interessato a trovare una soluzione affinché non ci siano abusi. Vedremo nell'articolato che ancora non abbiamo cosa significa esattamente".

Napolitano: "Non ci sarà valanga di licenziamenti" - Poco prima dell'approvazione, il presidente Napolitano era intervenuto per tranquilizzare l'opinione pubblica, sostenendo che non ci saranno "una valanga di licenziamenti", mentre il segretario Pd Pier Luigi Bersani era stato assai più duro: "O si cambia o il Parlamento può chiudere", aveva detto (video). Ancora più duro il leader di Sel Nichi Vendola: "Questo governo è debole coi forti e forte coi deboli", ha detto a SkyTG24.
Frasi a cui il leader Udc Casini e il segretario Pdl hanno risposto con toni e accenti diversi: "A suon di minacce non si va da nessuna parte", ha detto il politico siciliano (video).
Più conciliante l'ex presidente della Camera, secondo cui il "Parlamento non sarà mai un passacarte", mentre il ministro Passera parla di una riforma equilibrata (video).
Toni evidentemente più duri, invece dalla Lega Nord: "La Banda Bassotti 'Monti-Alfano-Bersani-Casini', dopo aver ammazzato i pensionati, ora vuole accoppare anche i lavoratori, con questa 'marchetta' fatta ai grandi imprenditori sull'articolo 18. Ma stiano attenti, perché da adesso sarà lotta senza quartiere in Parlamento, nelle fabbriche e nelle piazze", ha detto Roberto Calderoli.

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