I giuslavoristi della Cgil: "Governo estende tutele? Falso"

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Polemiche sulla riforma presentata dall’esecutivo. Il sindacato di Susanna Camusso annuncia la protesta e diffonde una nota firmata da alcuni giuslavoristi: il reintegro per le discriminazioni esiste già. Concetto ribadito da Emma Marcegaglia. VIDEO

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Giovedì 22 alle 16 si svolgerà l'incontro decisivo sul lavoro fra il ministro Fornero e la parti sociali. Intanto continua a far discutere la proposta presentata dal governo, in particolare le modifiche sull'articolo 18. Modifiche su cui l'esecutivo è intenzionato ad andare avanti anche senza l'accordo con i sindacati.
La Cgil è pronta allo scontro e ha proposto un pacchetto di 16 ore di mobilitazioni, di cui 8 di sciopero generale. E tramite un documento firmato da vari giuslavoristi sostiene sia falso che l'esecutivo voglia estendere le tutele per i lavoratori.
Napolitano avvisa: "La riforma non può essere identificata solo con la modifica dell'articolo 18". Fra i partiti l'Idv avverte: "pronti ad un Vietnam parlamentare". Posizioni contrastanti nel Pd, Bersani commenta: non so se si può parlare di accordo. Casini: migliorare la riforma, non annacquarla. Alfano: trovato un buon punto di equilibrio sul quale non si deve arretrare in Parlamento. La Ue sostiene la riforma che per il commissario all'occupazione Andor "corrisponde al nostro obiettivo di creare un mercato più dinamico". 

Avvocati Cgil: "Falso che governo voglia estendere le tutele"
- Un gruppo di giuslavoristi e di avvocati del lavoro, in una nota diffusa dalla Cgil dell'Emilia-Romagna, definiscono "false le affermazioni" diffuse dagli organi di informazione secondo cui "il governo Monti, per far digerire la pillola delle modifiche peggiorative a tutele esistenti per i lavoratori, avrebbe prospettato l'esistenza di due interventi nell'opposta direzione: l'estensione alle imprese sotto i 16 dipendenti dell'istituto della reintegra in ipotesi di licenziamento discriminatorio; la previsione secondo cui i contratti a tempo determinato non potranno essere reiterati per più di 36 mesi, convertendosi, oltre tale limite temporale, in contratti a tempo indeterminato".
Entrambe le affermazioni sono false - scrivono i docenti Umberto Romagnoli, Luigi Mariucci, Piergiovanni Alleva e Giovanni Orlandini e una cinquantina di noti legali di tutta Italia - in quanto tali disposizioni già esistono nel nostro ordinamento. La prima, infatti, è contenuta nell'art.3 della legge 108/90, che  testualmente dispone: 'Il licenziamento determinato da ragioni discriminatorie è nullo indipendentemente dalla motivazione addotta e comporta, quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, le conseguenze previste dall'art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300'. La seconda è disciplinata dall'art. 5 comma 4 bis del Dlgs. 368/01, il quale recita: 'Qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto ed un altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato"'.

Marcegaglia: "Reintegro esiste già"
- Anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha sottolineato come il reintegro per i licenziamenti discriminatori esista già anche per le aziende con meno di 15 dipendenti


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La stessa osservazione è arrivata dall'ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, durante una puntata di Porta a Porta (guarda il video a partire dal minuto 18).

Cgil: sciopero generale - Uno dei punti qualificanti della riforma è l'attenuazione dei vincoli ai licenziamenti individuali, che fino ad oggi, se non basati su una giusta causa, davano al lavoratore la possibilità di essere reintegrato nel posto di lavoro. Questa possibilità decade e lascia il posto solo a un indennizzo nel caso di licenziamento per motivi economici. Per chi viene licenziato per ragioni disciplinari spetterà a un giudice scegliere tra indennizzo o reintegro. Le modifiche si leggono per la prima volta nero su bianco sul sito del Sole 24 Ore che ha pubblicato la bozza del documento stilata dal governo.
Tutti i sindacati si sono espressi a favore di questo cambiamento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ad eccezione della Cgil. "Credo che sia evidente a tutti che sia una proposta totalmente squilibrata e molto lontana da tutti i suggerimenti dati", ha detto la Camusso contestando le proposte del governo sui licenziamenti disciplinari e su quelli economici.

Napolitano: "La riforma non è solo l'articolo 18" -
Intanto sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica: "L'articolo 18 è una parte  della questione, ma non è tutto", ha detto Giorgio Napolitano: "Domani ci sarà un incontro per meglio definire la riforma e quindi è bene attendere il risultato". E ha aggiunto "che in queste ore ci deve essere "attenzione e misura nel giudizio da parte di tutti". "Poi, naturalmente, dopo che il governo avrà dato la forma legislativa ai provvedimenti conseguenti, la parola passerà al Parlamento".

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