Articolo 18, muro di Bersani e Camusso: "Lo correggeremo"

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Il segretario Cgil: "Il governo scarica sui lavoratori i costi delle operazioni che vengono fatte". E annuncia 8 ore di sciopero generale. Il leader del Pd: "Ci impegniamo a modificarlo in Parlamento". Il governo: "La riforma non riguarda gli statali"

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla rifoma del mercato del lavoro)

"Il governo scarica sui lavoratori, sui pensionati e sui pensionandi i veri costi delle operazioni che vengono fatte": è questo il commento di Susanna Camusso parlando in conferenza stampa della riforma del mercato del lavoro.
Le frasi del sindacato arrivano poco dopo quelle del presidente della Repubblica Napolitano,  che ha chiesto attenzione e misura nel giudizio da parte di tutti, e i primi commenti da parte della Commissione europea, secondo cui è ancora troppo presto per giudicare ma la riforma sembra andare nella direzione giusta.
"Abbiamo ancora due-tre giorni di tempo per migliorare il testo, che non è definito", ha detto invece Raffaele Bonanni della Cisl (video), mentre Angeletti (Uil) dice che il giudizio resta ancora sospeso (video).
Una posizione diametralmente opposta a quella del sindacato, secondo cui la riforma ha degli aspetti positivi ma nel suo impianto e in particolare sulla norma sui licenziamenti non può essere accettata. La Cgil ha anche annunciato la proposta di un pacchetto di 16 ore di mobilitazioni, di cui 8 di sciopero generale.
Con il sindacato della Camusso si schiera il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Ci impegniamo a correggere la riforma dell'articolo 18 in Parlamento, Monti non può dirci 'prendere o lasciare'. La Cgil è una delle posizioni in campo ma c'è anche lei. Voglio dire che non è vero che la Cgil è stata ferma su tutto".
Sulla stessa lunghezza d’onda del segretario si inserisce il commento di Massimo D’Alema: "Noi siamo in una democrazia parlamentare: il governo ha fatto la sua parte (nel testo ci sono alcuni aspetti positivi e altri aspetti sono da migliorare) e ora tocca al Parlamento che è sovrano”.



Intanto, nella serata di mercoledì 21 marzo, fonti del ministero del Lavoro hanno fatto sapere che le modifiche all'art.18 contenute nella riforma del mercato del lavoro "non riguarderanno gli statali". Per questo, dicono, "al tavolo non partecipa il ministro della
Funzione Pubblica, Patroni Griffi".

Camusso: "Monti e Fornero dicono bugie" - "Il fatto che Monti e Fornero dicano che si va verso un'estensione dell'articolo 18 ci preoccupa perché preoccupa il fatto che si dicano apertamente simili bugie", ha poi aggiunto la sindacalista, confermando una tesi già espressa dai giuslavoristi della sua organizzazione (leggi l'approfondimento). Per questo, anche se "il governo sostiene che la partita è chiusa" "deve essere chiaro che per noi la partita non è chiusa".



"Non si può contrabbandare la necessità di nuove regole con la crescita" - "Il governo sembra voler portare in Asia l'immagine che in Italia si può licenziare facilmente", commenta. E poi esprime la sua preoccupazione sul fatto che un simile provvedimento possa aiutare a far fronte alla crisi economica.
"Non si può contrabbandare la necessità di nuove regole con la crescita del Paese".

"Ammortizzatori, non siamo di fronte a un sistema universale" - Quanto alla riforma degli ammortizzatori, spiega, è vero che ha permesso di ampliare la platea di coloro che ne potranno usufruire, "ma non siamo di fronte a un sistema universale".
Camusso ha poi sottolineato che "anche lo stanziamento delle risorse non sembra sia all'altezza di un sistema universale". La riforma, ha aggiunto, "ha i suoi limiti", e la non cancellazione della cassa integrazione straordinaria la si deve solo alla strenua difesa da parte dei sindacati.

"Un errore l'atteggiamento tra Cisl e Uil" - Camusso interviene anche sul rapporto con gli altri sindacati (più possibilisti sulla riforma): "penso - spiega - che sia stato grave l'errore di Cisl e Uil di abbandonare la mediazione unitaria sulla riforma del lavoro". "Ci sembra necessario costruire una proposta unitaria di cambiamento che metta al riparo i lavoratori dai rischi discriminatori". La Cgil, aggiunge, "si rivolgerà per questo a tutto il parlamento".
La sindacalista, in apertura della conferenza, è intervenuta anche sulla polemica che ha visto protagonista l'esponente Pdci Di Liberto, che si è fatto fotografare con una manifestante che indossava la maglietta con la scritta "Fornero al cimitero" (Di Liberto si è poi scusato dell'episodio): "Di magliette con su scritto 'Fornero al cimitero' non vogliamo vederne", ha detto Camusso.

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