Il 'Paperon dei Paperoni' resta Berlusconi

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E' di oltre 48milioni di euro il reddito dichiarato dall'ex presidente del Consiglio nel 2011 e relativo al 2010. Di Pietro è più ricco di Bossi, Alfano più di Bersani. E Lusi, indagato per appropriazione indebita, dichiara 304.926 euro

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Il presidente del Senato Renato Schifani è più ricco del suo omologo alla Camera Gianfranco Fini (223.939 euro contro i 201.115 euro); Di Pietro batte Bossi (182.207 euro di imponibile contro 124.871); tra Alfano, Bersani e Casini, il primo posto va al segretario del Pdl (rispettivamente 169.317 euro, 136.885 e 116.986 euro. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi di senatori e deputati. Dopo l'operazione trasparenza del governo Monti, che ha pubblicato on line i patrimoni dei Ministri (Severino batte tutti), e quella del Consiglio comunale di Milano, che vede Pisapia più ricco dell'ex primo cittadino Letizia Moratti, arriva nero su bianco il documento relativo alle dichiarazioni dei redditi degli esponenti di governo.
Con 48.180.792, il più facoltoso risulta ancora una volta l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Una curiosità. Il reddito imponibile per il 2010 (dichiarato nel 2011) dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, al centro dell'inchiesta della Procura di Roma che lo vede accusato di appropriazione indebita (avrebbe sottratto fondi al partito per fini privati), è di 304.926 euro (l'anno precedente l'imponibile era stato 320.165).

Berlusconi in vetta alla classifica  - Con 48.180.792 euro di reddito imponibile Silvio Berlusconi si conferma infatti il 'Paperon de' Paperoni' del Palazzo. Nella dichiarazione dei redditi 2011 l'ex premier dichiara un reddito imponibile maggiore dell'anno scorso, che era pari a 40.897.004. Fra le variazioni intervenute in rapporto all'ultima dichiarazione pubblica nel bollettino della documentazione patrimoniale, c'è l'acquisto della casa di Lampedusa, avvenuto il 28 giugno 2011.
Tra le proprietà dichiarate ci sono due appartamenti uso abitazione a Milano e due box, insieme ad altri tre appartamenti sempre nel capoluogo lombardo. Berlusconi dichiara anche comproprietà al 7,46 per cento di parti comuni a Milano, un immobile nel comune di Lesa, e uno a Antigua cui si aggiunge anche un terreno.
Nella dichiarazione dei redditi, così come lo scorso anno per quanto riguarda lo stato civile, Berlusconi risulta "separato". Non risultano nuovi acquisti per quanto riguarda autovetture e imbarcazioni da diporto. Senza novità anche le partecipazioni nelle società. Risultano poi invariati anche tre depositi di gestione patrimoniale presso la Banca Popolare di Sondrio, il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Arner Italia Spa. Invariato anche il deposito amministrato presso la Banca Popolare di Sondrio.

Monti dichiara 1,5 milioni  - 1.513.030 euro è invece il reddito imponibile dichiarato nel 2011 e relativo al 2010 dal presidente del Consiglio, Mario Monti sul quale ha pagato 643.773 euro di imposta lorda.
Il presidente del Consiglio ha allegato anche i redditi della moglie, la signora Elsa Antonioli: nel 2010 aveva avuto entrate per 20.894 euro. Lunga la lista dei beni dei coniugi Monti. Il premier ha il 40 per cento di un ufficio, due negozi e un deposito a Milano; il 50 per cento di una abitazione a Bruxelles; il 50 per cento di un'abitazione e due box a Milano; il 50 per cento di un terreno a Varese; il 100% di un'abitazione e un box a Milano;
il 100% di nove case e sei box a Varese; il 100% di un negozio con deposito a Varese.
Monti ha poi comunicato il possesso di due auto, una Lancia Dedra del 1995 e una Lancia K del 1998. A differenza di quanto reso pubblico con la dichiarazione patrimoniale sul sito del
governo, nei documenti presentati in Senato non figurano le partecipazioni societarie.
La signora Monti è proprietaria al 10 per cento di un ufficio, due negozi e un deposito a Milano; il 50 per cento di quattro case a Milano; il 50 per cento di due villini con terreno a Novara; il 50 per cento di un'abitazione a Bruxelles; e il 100 per cento di un seminterrato a Milano. La moglie del premier possiede una Lancia Musa del 2009.

Fini è il leader di partito più ricco -  Tra i leader di partito, invece, il più ricco è Gianfranco Fini con 201.115 euro dichiarati per il 2011. Segue a poca distanza il numero uno dell'Idv, Antonio Di Pietro, con 182.207 euro. Di Pietro, che nella dichiarazione dei redditi del 2011 ha segnalato l'acquisto di alcuni terreni a Montenero di Bisaccia, guadagna di più del segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha denunciato al fisco 169.317 euro.
Seguono poi il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, con 136.885 euro, Francesco Rutelli con 131.252 e Umberto Bossi con 124.871. 'Ultimo' tra i leader di partito, Pier Ferdinando Casini, il cui reddito imponibile nel 2011, quindi riferibile al 2010, è di 116.986 euro. A carico di quest'ultimo, però, risultano numerose vendite e acquisti di azioni.

La Russa nel Pdl e Bindi nel Pd - Tra i big del Pdl il più ricco è il coordinatore Ignazio La Russa con 245.910 euro. A guidare la classifica per il Pd è, invece, Rosy Bindi, con 242.375 euro. Nel Pdl La Russa stacca di parecchio Claudio Scajola, che dichiara 196.383 euro e
Giulio Tremonti con 193.577. Denis Verdini 'si ferma' a 123.076 euro.
Per quanto riguarda il partito di Bersani, è il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, a seguire Rosy Bindi con 225.854 euro. Seguono Massimo D'Alema con 163.636 euro, Enrico Letta che dichiara nel 2011 160.997 e Walter Veltroni con 136.731.

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