Bossi difende Boni e fa pace con Tosi

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Trovato l'accordo per la lista del sindaco di Verona. Alle amministrative, ribadisce il leader della Lega, "non ci serve l'intesa con il Pdl". E sul caso del presidente del Consiglio regionale della Lombardia: "Non credo alla spartizione delle tangenti"

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I vertici della Lega e Flavio Tosi trovano finalmente 'la quadra' per la famosa lista del sindaco che si ricandida a Verona. Controversia nata dopo che il primo cittadino aveva annunciato l'intenzione di crearne una propria per le elezioni amministrative.
Il mistero, però, per ora resta. Perché nonostante Roberto Calderoli e il 'ribelle' di Verona si siano spesi in sorrisi davanti ai cronisti che li aspettavano al varco del 'Parlamento padano' a Vicenza, nessuno sa ancora quale sarà la lista di Tosi. Ovvero se sarà una civica personale, come il sindaco aveva chiesto, o la lista della Lega più altre civiche di appoggio, ma non nominative. Roberto Calderoli ha invitato ad aspettare fino al 23 marzo quando, probabilmente a Milano, "saranno presentati tutti i simboli che sosterranno la lista che porterò Tosi a fare il sindaco di Verona per la seconda tornata".

Caso Boni - La riunione del 'Parlamento della Padania' ha offerto anche l'occasione ai vertici del Carroccio per difendere Davide Boni, il presidente del Consiglio regionale lombardo indagato per corruzione, e a Bossi per attaccare il premier Mario Monti, "messo lì dalle banche per fare il cattivo". Su Boni e le accuse di mazzette, Bossi è stato chiaro: "Non credo - ha detto - a spartizioni tra Pdl e Lega di cui si parla. Personalmente non ho mai avuto sentore di cose del genere".
Più cauto è apparso Roberto Maroni: "Non lo difendiamo ad oltranza - ha spiegato -, lo abbiamo incontrato e ha spiegato la propria posizione. Ci ha spiegato che non è vero niente e che questo personaggio che lo accusa è un millantatore".
Lega all'attacco invece sul Governo dei professori. "Ma quali mercati... - ha replicato Bossi, ai cronisti che evidenziavano i segnali di miglioramento dello spread - Monti è un figlio delle banche e dell'Europa che rischia di fallire". Duro il Senatur anche sulle pensioni - "non ci piace la riforma Monti", mentre sulla 'foto di famiglia' con assieme Monti, Casini, Bersani e Alfano, non se l'è sentita di leggere il futuro: "Non lo so, non sono un mago".

Elezioni amministrative - La vicenda Boni, la rottura con Berlusconi, le fibrillazioni leghiste nel territorio, non preoccupano comunque il movimento vista delle amministrative di maggio. "Non penso che potrà andare male, la gente sa distinguere" ha osservato Bossi. E sulla partita di Verona, Calderoli si è detto ottimista, "convinto che Tosi riuscirà a superare il 60% in prima battuta".
La tipica espressione bossiana è stata usata stavolta da Flavio Tosi: "Finalmente è stata trovata la quadra. Perché nella nostra soluzione non c'è uno che prevarica l'altro e nessuno cede. Ci siamo parlati e abbiamo trovato l'accordo". Difficile pensare che Bossi abbia fatto un passo indietro, dopo aver sibilato che "se Tosi fa la lista con il suo nome è fuori dalla Lega". Potrebbe essere stato trovato il modo per ricondurre chiaramente le 'civiche' di appoggio al nome di Tosi. Il quale, qualcosa in più sulla lista, l'ha detto: "Molti esponenti del Pdl scaligero - ha spiegato - non correranno sotto il simbolo dello stesso Pdl, ma con il sottoscritto, perché abbiamo amministrato bene". Quasi una conferma ai sospetti del segretario veneto Gianpaolo Gobbo, per il quale bisogna dire di 'no' al sindaco di Verona perché "la Lista Tosi non è fatta di leghisti, è un partito a sé".

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