Napolitano: "I partiti garantiscano più moralità"

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In occasione della chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia il capo dello Stato sollecita le forze politiche a "varare le riforme per troppo tempo eluse". Interviene anche Benigni, che scherza: "Sono pronto per il settennato tecnico"

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Di fronte agli eccellenti risultati del governo "sono certo che questa assoluta necessità di
continuare senza cadute e senza regressioni nel cammino intrapreso sia ben presente alle forze politiche più responsabili". Giorgio Napolitano chiude i festeggiamenti per i
150 dell'Unità d'Italia invitando la politica a non lasciarsi prendere dalle faziosità, che potrebbero ostacolare il compimento dell'opera di risanamento.
"Il garantire la continuità di scelte di governo e parlamentari che stanno palesemente giovando alla causa della salvezza e al prestigio dell'Italia non mortifica la politica", dice il capo dello Stato, "ma contribuisce a rivalutarla, a riaccreditarla nella sua missione più autentica di espressione dell'interesse generale e di rafforzamento della compagine nazionale".

Politica e moralità - Il capo dello Stato sollecita inoltre le forze politiche più rappresentative "a garantire nel futuro comportamenti trasparenti sul piano della moralità". Un richiamo a dimostrare "in questa fase di saper varare riforme istituzionali condivise, già per troppo tempo eluse".

Benigni scherza e si candida a successore di Napolitano  - Alla cerimonia di chiusura delle celebrazioni dell'Unità d'Italia è intervenuto anche roberto Benigni. "Sono pronto, a disposizione, se volete, per un settennato tecnico...". Così il premio Oscar per il film La vita è bella ha scherzato con il capo dello Stato. Un  Benigni capace anche di commuoversi quando legge qualche passaggio delle lettere di tre giovani della Resistenza, condannati a morte. L'ultima è di un ragazzo di 29 anni che scrive le sue ultime parole alla madre 'il tuo bambino muore senza paura'. " Ci sono bambini che  hanno donato la vita per noi, c'è voluta tutta questa morte e questo orrore perché si potesse arrivare a scrivere queste parole", dice il grande attore toscano con la voce rotta dall'emozione.

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