Dalle cozze di Emiliano alla Sea di Milano

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A Bari il sindaco replica alle accuse sull'inchiesta su appalti truccati. E le cose non vanno meglio nel capoluogo lombardo e in Emilia Romagna, tra indagini e intercettazioni che riguardano le amministrazioni di centrosinistra

Bari, Milano, Emilia Romagna. Due città, una regione: in comune hanno poco, se non il fatto che sono state coinvolte (alcune solo lambite) da inchieste, testimonianze o rivelazioni giudiziarie. E soprattutto che sono tutte e tre amministrate dal centrosinistra.
In alcuni casi, la rilevanza penale dei singoli amministratori è minima, in altri nulla. Ma il rischio che il clamore suscitato da queste notizie possa appannare l'immagine dei partiti di centrosinistra è concreto.

Emilia Romagna, indagato il governatore Errani - L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda l'Emilia Romagna, dove il governatore Vasco Errani è indagato per un'inchiesta sul finanziamento di un milione di euro a una Coop di Bagnacavallo (Ravenna), presieduta dal fratello Giovanni. Falso ideologico in atti pubblici, l’accusa. Per altri due dirigenti si ipotizza, invece, il favoreggiamento personale.
“Non ho commesso alcun reato”, dice Errani. Ma l'indagine giudiziaria è agli atti e l'ipotesi di un processo se non certa sembra possibile.

Milano e il caso Sea - E se a Firenze Matteo Renzi (sempre Pd) ha minacciato querele contro il quotidiano Libero, che ha scritto che il sindaco rottamatore sia stato sovvenzionato da Luigi Lusi, indagato per un ammanco di 20 milioni di euro dalle casse del partito della Margherita (venerdì 16 marzo è tornato a parlare della vicenda anche Francesco Rutelli), a Milano l’aria che tira non è migliore.
Oltre all'amministrazione regionale alle prese con un nuovo caso tangenti (l'ennesimo: guarda la fotogallery), la giunta comunale di centrosinistra di Pisapia è alle prese col caso Sea. Anche qui, come a Firenze, nessuna indagine sfiora l’amministrazione. C'è però un fascicolo (disperso, in Procura, a quanto scrive Ferrarella sul Corriere della Sera) che conterrebbe un’intercettazione imbarazzante.
Nel brogliaccio, l’amministratore del fondo pubblico-privato per le infrastrutture "F2i" Vito Gamberale, sosterrebbe di aver cucito addosso su misura il capitolato di un’asta indetta dalla neogiunta di centrosinistra per la vendita del 29,75% della Sea, la società degli aeroporti milanesi.
Asta in effetti poi vinta dal suo gruppo per un euro in più rispetto alla base di 385 milioni, come scrive sempre Ferrarella. “Fatti inquietanti”, attacca il Pdl; mentre “tranquillo”, si dice lo stesso Pisapia.

A Bari l'inchiesta sugli appalti truccati - Giù al Sud le cose non vanno meglio.  A Bari il sindaco Michele Emiliano non è iscritto in alcun registro degli indagati.
Nelle carte dell'inchiesta barese che ha portato all'arresto del consigliere regionale Pd, Gerardo Degennaro, del fratello e di funzionari pubblici, coinvolti sulla presunta irregolarità di alcuni appalti realizzati a Bari negli ultimi anni, figura solo come destinatario di un maestoso cesto culinario, pieno di champagne, vino, formaggi, “quattro spigoloni, venti scampi, ostriche imperiali, cinquanta noci bianche, cinquanta cozze pelose, due chili di allievi locali di Molfetta e otto astici".
E per questo Emiliano dice che "se qualcuno pensa di potermi mandare a casa solo per qualche chilo di pesce e cozze pelose si sbaglia”.
Il sindaco barese, però, ammette anche che qualche errore è stato commesso: primo dei quali non aver tenuto “distinta la politica dall’economia”. Come è stato sbagliato "nominare Annabella Degennaro (figlia di uno dei fratelli imprenditori coinvolti nell'inchiesta, ndr) nella mia giunta; lei non è toccata dall'indagine, ma chi ha detto che avevo sbagliato aveva ragione".
E aggiunge: "Tra responsabilità politica e responsabilità penale la differenza è enorme".
Ma non è detto che questa differenza basti di per sé a evitare più di qualche problema al centrosinistra.

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