Il Csm boccia la responsabilità civile delle toghe

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Il plenum di Palazzo dei Marescialli prende posizione contro la norma ora all’esame della commissione Giustizia al Senato. “In pericolo l’indipendenza dei giudici, il magistrato potrebbe esser portato a scegliere la soluzione che lo preservi dal rischio"

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La norma sulla responsabilità civile delle toghe "pone seriamente a rischio l'indipendenza della magistratura riconosciuta e garantita dalla nostra Costituzione". Così il Cms prende una netta posizione critica nei confronti dell'emendamento Pini, attualmente all'esame della commissione Giustizia del Senato. Il plenum di Palazzo dei Marescialli ha approvato nel pomeriggio del 14 marzo, a larga maggioranza, un parere sulla norma in questione.

La norma espone il sistema "al rischio di implosione", rileva il Csm e "il quadro che se ne ricava è allarmante": il magistrato "potrebbe essere condizionato e influenzato" nella scelta tra tesi contrapposte e "portato a preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell'esercizio dell'azione diretta". Nel parere, inoltre, si rileva come "la paventata facoltà di agire direttamente e immediatamente nei confronti del magistrato può rendere il sistema giudiziario italiano davvero ingestibile" con la concreta possibilità di un "intreccio paradossale" fra l'esercizio della funzione e la difesa personale del giudice. Il rischio è che le parti "attraverso l'esercizio immediato e diretto dall'azione nei confronti del magistrato - osserva il Csm - possano costringere il giudice non gradito all'astensione, ovvero possano indirettamente scegliersi il proprio giudice". Una possibile rivisitazione della materia, si legge ancora nel parere, "può venire disancorando la responsabilità dello Stato da quella del magistrato": da un lato dunque assicurare "la piena tutela risarcitoria" in caso di errore, dall'altro non snaturando "i principi di autonomia e di indipendenza".

Il documento, presentato con urgenza dalla sesta commissione, ha ottenuto diciannove voti favorevoli, compresi quelli del vicepresidente Michele Vietti e del laico del Pdl, Annibale Marini. Contrari, invece, i laici del Pdl, Niccolo' Zanon e Bartolomeo Romano e Ettore Albertoni, rappresentante della Lega. Il documento verrà trasmesso al Guardasigilli, Paola Severino.

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