Alfano: “Niente sfiducia a Riccardi, il caso è chiuso”

Il segretario del Pdl Angelino Alfano (a sinistra), il premier Mario Monti e il ministro per l'Integrazione e la Cooperazione Andrea Riccardi (a destra)
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Così il segretario del Pdl su Facebook. I senatori del partito: “Rinunciamo per senso di responsabilità”. L’idea della mozione era nata come risposta al ministro che, dopo il forfait dell’ex Guardasigilli al vertice con Monti, si era detto "schifato"

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"Niente sfiducia a Riccardi. Ho parlato con Nitto Palma, Gasparri e Quagliariello. Già informato il presidente Monti. Istituzionalmente comunicato anche al presidente Schifani. Per me no problem! Con lui caso chiuso...Ovviamente spero non ci regalino un bis...". E' quanto scrive su Facebook il segretario del Pdl, Angelino Alfano, mettendo la parola fine al caso Riccardi, nato dalle parole di commento pronunciate dal ministro della Cooperazione in merito alla decisione di Alfano di non presentarsi al vertice a Palazzo Chigi ”. “Questa è la cosa che più mi fa schifo della politica" la frase che aveva alzato un polverone di polemiche con 46 senatori del Pdl, tra cui l'ex ministro Nitto Palma, che avevano inviato una lettera al capogruppo del partito a Palazzo Madama per chiedere di procedere con una mozione di sfiducia.

In una nota il Pdl Senato spiega così la decisione di rinunciare alla mozione di sfiducia: "Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, hanno incontrato il segretario del partito Angelino Alfano per valutare l'iniziativa assunta da numerosi parlamentari dopo le improvvide affermazioni del ministro Riccardi. Nell'incontro è stata espressa piena comprensione per le ragioni dei tanti parlamentari che hanno censurato parole che, al di là dei contesti e dei modi con cui sono state carpite e delle apprezzate scuse dell'interessato, non sono oggettivamente accettabili. Se il ministro per la Cooperazione avverte un fastidio insuperabile, nessuno gli vieta di rinunciare all'incarico che ha assunto e che conserva grazie al Parlamento, massima espressione della rappresentanza politica e democratica". E chiude: “Il Pdl ritiene che la sua fiducia nei confronti del governo non debba rappresentare un pretesto né per manifestazioni di arroganza né tantomeno per comportamenti politicamente improvvidi da parte di ministri. Per questo, dopo aver espresso al presidente Monti una valutazione critica sull'accaduto, la scelta di non presentare la mozione di sfiducia sarà dimostrazione ulteriore del senso di responsabilità del Pdl in un momento difficile per il nostro Paese".

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