Tav, il governo spiega le ragioni del sì in 14 punti

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"La maggioranza dei comuni è favorevole, tempi di percorrenza da Parigi a Milano dimezzati, 135 milioni stanziati per opere compensative". Sono alcune delle motivazioni a favore dell’Alta velocità espresse dall’esecutivo in un dossier pubblicato online

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Sì alla Tav. Un dossier in 14 punti per spiegare tutte le ragioni che hanno portato il governo a ribadire la necessità di realizzare la linea ad alta velocità Torino-Lione. A qualche giorno di distanza dal vertice a Palazzo Chigi, al termine del quale il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato che i lavori vanno avanti, il governo ha pubblicato un dettagliato dossier - contenente anche documenti audiovisivi - per illustrare i motivi di questa scelta (Qui il dossier integrale). Un documento che arriva poche settimane dopo un appello pubblicato sul sito dei "No Tav" e firmato da esperti e scienziati. Nel testo si invitava il presidente del Consiglio a un ripensamento del progetto elencando una serie di motivazioni.

Il dossier di Palazzo Chigi - Oltre a un documento contenente domande e risposte, la sezione pubblicata sul sito di Palazzo Chigi, illustra la road map dell’opera (cosa è stato fatto), un’analisi dettagliata del territorio, oltre a documenti audiovisivi e testuali (per esempio le dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio e le interviste ai membri del Governo).

Ecco, in sintesi, le ragioni del sì argomentate dal governo:

Un progetto europeo - "La linea ferroviaria Torino Lione, corridoio est-ovest della Rete ferroviaria trans-europea, si legge nella presentazione - è una componente essenziale del progetto europeo, che ha come obiettivo la realizzazione di grandi direttrici ferroviarie che attraversano gli Stati dell'Unione" si legge nel documento pubblicato sul sito del governo. "La tratta costituisce un investimento strategico per il futuro del nostro Paese in termini di maggiore competitività, di abbattimento delle distanze, di prospettive di sviluppo. L'idea di sviluppo infrastrutturale non riguarda solo gli assi strategici principali, ma anche il sistema di interconnessione con le reti a livello regionale e, soprattutto, con gli interporti e le piattaforme logistiche che sono in grado di generare valore aggiunto dai traffici e non si limitano a gestire i flussi in transito".

C'è stata attenzione alle richieste del territorio - "C'è stata attenzione alle richieste
del territorio. Lo dimostra il fatto che l'opera sia stata riprogettata ascoltando le esigenze di tutti i comuni interessati, tra cui alcuni direttamente coinvolti da cantieri o da opere in superficie (Chiomonte e Susa)".
"In particolare, nel giugno 2007, a seguito di specifiche richieste del territorio e al termine della prima fase di lavori dell'Osservatorio, il Governo ha deciso di abbandonare il progetto che prevedeva il tracciato dell'opera in sinistra Dora", prosegue il documento composto da 14 domande e risposte.

La maggioranza dei Comuni è favorevole - "Tutti gli 87 comuni francesi e la stragrande maggioranza di quelli italiani non si sono opposti all'opera" si legge nel documento. "I comuni italiani contrari sono circa una dozzina ma, se si considerano quelli direttamente interessati dalla realizzazione di tratte in superficie e/o cantieri - prosegue -  sono solo due le amministrazioni esplicitamente contrarie (Chiusa San Michele e Sant'Ambrogio di Torino - 6.500 abitanti).

135 milioni in opere compensative  -
"Come segno di attenzione nei confronti delle comunità locali coinvolte dal progetto, il prossimo CIPE stanzierà 20 milioni di euro, che rappresentano la prima tranche di 300 milioni di euro relativi all'intesa quadro tra Governo nazionale e Regione Piemonte, che dà corpo all'Accordo di Pracatinat. Inoltre, sono previsti 135 milioni di euro di opere compensative per il territorio".

Dimezzati tempi di percorrenza - "Si dimezzano i tempi di percorrenza per i passeggeri (da Torino a Chambery si passa da 152 minuti a 73; da Parigi a Milano da 7 a 4 ore), mentre si realizza un'importante incremento della capacità nel trasporto merci (portata da 1.050 a 2.050 tonnellate e lunghezza fino a 750 metri per treno) con costi di esercizio quasi dimezzati". Inoltre, si legge nel documento messo a punto dal governo sulla Tav Torino-Lione, "il miglioramento del servizio ferroviario potrà consentire la sensibile riduzione del numero di camion su strada (circa 600.000/anno) nel delicato ambiente alpino".

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