8 marzo, Napolitano: "Conciliare famiglia e lavoro si può"

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"Esistono resistenze culturali da superare" ha detto il capo dello Stato in occasione della Giornata della donna. Secondo Fornero, le norme sulle quote rosa nei Cda delle società quotate "dovrebbero essere estese alle società partecipate pubbliche"

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Le quote rosa previste per legge nei cda delle aziende "dovrebbero essere estese anche alle partecipate e alle pubbliche". Diritti, tutele, pari opportunità che dovrebbero essere garantiti sia all'interno del nucleo familiare sia nella vita lavorativa. In occasione delle celebrazioni dell'8marzo, giornata internazionale della donna, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ribadisce la necessità di fare passi avanti verso una vera parità di genere tra uomini e donne a partire proprio dalla sfera professionale.
I dati parlano chiaro, le donne sono sempre più precarie. E, nonostante la legge che prevede che nei Cda delle aziende quotate in Borsa ci sia almeno un 30% di presenza femminile, in Italia il lavoro e la carriera non sono una prerogativa femminile.
"E' mio intendimento intervenire contro la pratica delle dimissioni in bianco" ha poi annunciato il ministro Fornero. Si tratta, ha aggiunto, "di un fenomeno che colpisce gran parte delle donne lavoratrici", chiamate persino a rinunciare alla maternità. Secondo Fornero, per contribuire a risolvere il problema della inconciliabilità tra l'attività lavorativa e quella familiare delle donne occorre guardare al modello dei Paesi del Nord Europa. "Molto si può fare per migliorare la situazione. Una delle misure è quella di distribuire il congedo parentale tra entrambi i genitori, un tema questo in discussione in Parlamento", ha aggiunto il ministro del Lavoro.

Lavoro e retribuzione - Su questo tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (GUARDA IL DISCORSO INTEGRALE). Lavoro e famiglia è una "conciliazione che si può realizzare anche con l'introduzione di congedi parentali distribuiti fra i due genitori", ha detto il capo dello Stato rifacendosi a quanto sottolineato nel corso della cerimonia al Quirinale da parte del ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Purtroppo, ha aggiunto, "esistono ancora delle resistenze culturali da superare, è una trasformazione lenta anche se già avviata".

Un estratto degli interventi di Giorgio Napolitano e Elsa Fornero



Basta violenze sulle donne  - Oltre al problema della discriminazione sul lavoro, si aggiunge un altro dato preoccupante: in Italia una donna su tre è stata vittima di violenze. Il pericolo maggiore, però, non è la strada. (Leggi l'intervista ad Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso violenza sessuale di Milano).
Occorre denunciare con forza "l'esposizione alla violenza e alla furia omicida" a cui sono sottoposte le donne nella società italiana. Questo quanto affermato da Napolitano, che ha fatto riferimento "a certe orribili cronache recenti e recentissime che denunciano la dimensione possessiva" degli affetti privati all'interno di molti ambienti famigliari, il capo dello Stato ha notato che fatti del genere "potrebbero indurci a ripartire dai fondamentali".

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