Tangenti Lombardia, i pm ipotizzano un sistema Pdl-Lega

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Per i magistrati, la vicenda del presidente del Consiglio regionale Boni e quella dell’ex assessore Nicoli Cristiani potrebbero essere legate. Bossi dice no alle dimissioni. Maroni: "Boni non si tocca". Formigoni: "Eventuali responsabilità solo personali"

Lombardia: indagato Boni - le foto sui casi giudiziari in Regione

Gli altri casi giudiziari che riguardano la Lombardia:
Filippo Penati (Pd) - Prosperini (Pdl) - L'inchiesta Montecity - Loris Cereda - Mirko Pennisi (Pdl) - Nicoli Cristiani (Pdl)

(in fondo all'articolo tutti i video sul caso Boni)

Dalle indagini sul giro di tangenti che vede indagato con l'accusa di corruzione il presidente del Consiglio regionale Davide Boni e da quelle che vedono accusato, sempre di corruzione, l'ex assessore Franco Nicoli Cristiani, emergerebbe un sistema Pdl-Lega, con rapporti tra assessori nell'ambito di presunte vicende corruttive. E' quanto riferiscono alcune agenzie di stampa, citando fonti vicine ai magistrati. In particolare, in un recente interrogatorio Nicoli Cristiani avrebbe fornito elementi che lasciano ipotizzare l'esistenza di un meccanismo di corruzione simile in Lega Nord e Pdl, se non una rete di rapporti tra assessori. Secondo quanto riportano le stesse agenzie, i soldi ricevuti sarebbero anche serviti per finanziare alcune iniziative elettorali locali.

"Coinvolti anche un'altra decina di politici"  - Boni è indagato dalla Procura di Milano per corruzione (una decina di episodi), assieme al capo della sua segreteria, Dario Ghezzi, e a Marco Paoletti, fino a qualche mese fa consigliere provinciale della Lega, poi sospeso e passato al gruppo misto. Ma nell'indagine, filtra sempre da fonti vicine alla Procura, sarebbero anche coinvolti un'altra decina di politici.
Sul proprio profilo Facebook, Boni, intanto dice di aver passato una "nottata un po' agitata, ora però sono in ufficio, oggi sarà una giornata lunga, comunque vi auguro ogni bene, si comincia con gli appuntamenti...".

Bossi: "No alle dimissioni" - La Lega, intanto, sembra fare quadrato. Umberto Bossi ha incontrato Boni nella serata del 7 marzo nella sede di via Bellerio e dall'incontro è emersa la decisione di non fare alcun passo indietro da parte del presidente del consiglio regionale. Pur essendo Boni disponibile a rimettere il mandato, il leader della Lega Umberto Bossi gli avrebbe detto di non farlo.

Maroni: "Boni non si tocca"  - Oltre al senatur, altri esponenti leghisti come Matteo Salvini (guarda l'intervista) e Roberto Maroni hanno espresso fiducia nei confronti del compagno di partito ("Boni e La Lega non si toccano"). Dichiarazioni decisamente diverse da quelle di Roberto Formigoni, che a SkyTG24, sull'ennesima indagine che vede coinvolto l'ufficio di presidenza (la quarta dall'inizio del mandato), dice: "Certo, quattro incriminazioni disegnano un quadro grave. Tuttavia, ricordo che le responsabilità sono personali".

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