Primarie del Pd a Palermo. Borsellino favorita

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Si vota dalle 8 alle 21. A sostenere la sorella del magistrato ucciso dalla mafia uno schieramento trasversale che va da Bersani a Di Pietro e Vendola. Contro di lei tre candidati outsider che sperano di scompigliare le carte. Primarie anche a L'Aquila

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Gli osservatori dicono che sarà l'affluenza a stabilire il vincitore delle primarie del centrosinistra che si svolgono domenica a Palermo: se i numeri non supereranno quelle delle precedenti consultazioni (circa 19 mila elettori nel 2007, quando Leoluca Orlando vinse con il 72%), allora il candidato favorito, Rita Borsellino, potrebbe non vedere confermate le previsioni; una partecipazione più ampia, invece, potrebbe incrementare le chance di vittoria dell'europarlamentare del Pd, sorella del magistrato ucciso nel '92 in via D'Amelio.

I 31 gazebo dislocati in città rimarranno aperti dalle 8 alle 21. L'unico dato di affluenza che non potrà essere superato riguarda il voto degli immigrati, che hanno l'obbligo della pre-registrazione: sono 900, contro i 3 mila del 2007. La campagna elettorale si chiude stasera con le feste organizzate dai quattro candidati: Borsellino, Davide Faraone, Fabrizio Ferrandelli e Antonella Monastra. Tutti hanno speso le ultime energie per incontrare elettori nei vari quartieri della città, partecipare a dibattiti pubblici da cui, negli ultimi due giorni, si è sottratto Faraone (l'unico dei candidati con tessera Pd), in polemica con i democratici per l'impegno profuso a favore della Borsellino, che ha visto a suo fianco Pierluigi Bersani ma anche Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Angelo Bonelli. Insomma, tutto il centrosinistra, con l'eccezione di quella parte del Pd che in Sicilia sostiene il governo tecnico di Raffaele Lombardo (Mpa) e che a queste primarie appoggia Ferrandelli, ex capogruppo di Idv al Comune di Palermo. La sua prestazione servirà anche a misurare la forza di quell'asse del Pd che fa capo al senatore Giuseppe Lumia e al capogruppo all'Assemblea siciliana Antonello Cracolici, favorevoli ad accordi con il Terzo polo e l'Mpa, intese che però tutti i candidati alle primarie si sono impegnati ad escludere, anche al turno elettorale vero e proprio, quale condizione per partecipare alle consultazioni.

Che la partita tra i quattro sia tutta aperta, lo dimostra anche la cautela con la quale gli esperti di pronostici fanno le loro valutazioni, mai così piene di variabili. A "trainare" queste primarie non saranno soltanto i partiti, ma quell'entità, contesa da tutti i candidati, che si chiama società civile, costantemente richiamata attraverso sigle di gruppi e associazioni. Intanto, il "rottamatore" Faraone, che ha scelto di andare allo scontro con le due anime del suo partito, ha chiuso sabato sera la sua campagna elettorale (sotto la regia dell'ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori) bissando l'appuntamento nel popolare quartiere della Vucciria, nome che in dialetto è sinonimo di baldoria. E, infatti, il titolo della serata è "Rifacciamo Vucciria".

Di tutt'altro tenore i programmi di Antonella Monastra, consigliere comunale e ginecologa, tra i fondatori di Liberacqua e da tempo impegnata nel sociale, la quale ha scelto un bar-libreria per chiudere una campagna elettorale nella quale ha speso solo 10 mila euro, rifiutando le offerte che eccedevano questo budget e pubblicando ogni voce di costo sul proprio sito. Il suo appello agli elettori è: "Liberate il voto per cambiare Palermo, contro i tatticismi che hanno distrutto la città". Mentre Ferrandelli si rivolge al popolo del centrosinistra per "unire le generazioni, tornare alla modernità e bloccare la fuga dei talenti". Borsellino invita i palermitani a fare in modo che "le primarie siano la festa della democrazia", e Faraone chiede il voto "perché Palermo cambia solo se la vecchia politica sarà rottamata".

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