Grillo striglia i 'grillini': "Cambiamo o niente elezioni"

Un'immagine del post pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog
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Il fondatore del Movimento 5 stelle interviene sul suo blog per stoppare quei militanti che vorrebbero trasformarlo in un partito. Ma i 'dissidenti' si vedranno questo fine settimana a Rimini: all'ordine del giorno, anche il "candidato premier del M5S"

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Il Movimento 5 stelle sta per ‘morire’? Beppe Grillo chiuderà i battenti della sua creatura politica, proprio mentre i sondaggi lo danno in ascesa per le elezioni 2013? La domanda agita i militanti, da quando il fondatore del M5S ha pubblicato in apertura del suo blog un post dal titolo: ‘Il M5S è morto, viva il M5S”. Un lungo intervento per denunciare la piega che sta prendendo il dibattito interno al movimento: “Alcuni - avverte Grillo - lo hanno scambiato per un partito”. Ma “non siamo un partito". E "se non cambiamo, è meglio scordarci le politiche”.

La conversazione svelata – Lo sfogo e la conseguente ‘minaccia’ di Grillo ai militanti 'grillini', nasce da una discussione da lui letta su un forum privato del M5S che, racconta il blogger con tono greve, “mi ha fatto cadere le palle”. Uno scambio di messaggi tra cinque consiglieri (non si sa se comunali o regionali, probabilmente dell’Emilia Romagna) che Grillo pubblica, oscurando i nomi. Una lunga sequela di lamentele, per la “leggerezza con cui si affronta il tema dell’organizzazione” del movimento.
“La mancanza di organizzazione sta facendo implodere il M5S – scrive uno dei consiglieri – Mi convinco sempre più che la volontà di Grillo e Casaleggio (Gianroberto, la cui società gestisce la comunicazione dei grillini, ndr) sia sempre più rivolta all’implosione del movimento, in barba a tanti bravi ragazzi che nel progetto c’hanno messo il cuore, la faccia e spesso il culo”. I consiglieri lamentano di sentirsi “cavie in vitro” di “un esperimento”, “un esercito di formiche”. E sembrano avercela in particolare con Casaleggio: "E’ ora di chiedere la sua testa”, scrive uno di loro.

La due giorni riminese – Ma non finisce qui. Perché il disagio di chi, come i cinque consiglieri della conversazione svelata, pensa che il movimento debba darsi un’organizzazione per stare sulla scena politica (e un po’ emanciparsi dalla figura carismatica di Grillo), si esprimerà questo fine settimana in un’iniziativa già ribattezzata ‘scissionista’. Una due giorni di dibattito organizzata a Rimini “da fantomatici cittadini a 5 Stelle”, che secondo Grillo hanno messo in discussione temi degni “della migliore partitocrazia, con la proposta finale di un leader del M5S”.
All’ordine del giorno ci sono tra l’altro “metodi decisionali e democrazia interna al movimento”. Ma soprattutto in scaletta compaiono titoli come questi: “Ruolo di Casaleggio, proprietà del simbolo”, “Per quanto tempo il nome di Beppe nel simbolo”, “Metodo di selezione candidati alle politiche 2013”, e anche “Giovanni Favia (consigliere regionale del M5S, ndr) candidato premier del movimento”.

La risposta di Grillo – E’ dunque contro una possibile deriva in chiave partitica, che Grillo si scaglia. “Il M5S non è un partito, non vuole esserlo”, striglia i militanti. “Ha un programma, un ‘non statuto’. Chi li condivide può usare il suo simbolo per la creazione di liste e avere il mio supporto nelle piazze e attraverso il blog. Chi non li condivide, non si capisce per quale motivo voglia far parte del M5S. Nessuno lo obbliga”. “Se un consigliere è stanco – sottolinea il blogger – può passare il testimone a un altro della lista. Il M5S è un virus, non una poltrona”. E invece “alcuni si sono avvicinati al M5S scambiandolo per un partito e, ovviamente, si sentono a disagio”. Ma, ecco l’avvertimento, “se non cambiamo, è meglio scordarci le politiche”.

Le reazioni – E’ il principio di una scissione? Rientrerà il dissenso? Riuscirà il M5S ad approdare in Parlamento dopo le elezioni 2013 con la stessa formula che gli ha dato accesso a consigli comunali e regionali? Lo dirà il tempo. Ma intanto i militanti si interrogano e prendono posizione nei commenti al post di Grillo.
C’è chi è al 100% col fondatore del movimento: “Continua a essere intransigente e drastico, il fine non giustifica mai i mezzi”. E chi invece si dice “deluso”, “amareggiato” e sostiene che Grillo sbagli a “sconfessare” iniziative dal basso che mirano solo a rimediare al “caos assoluto” che c’è nell’organizzazione del M5S. “Caro Beppe ti voglio bene – scrive Stefano - ma potevi pensarci due volte prima di offendere persone che donano al movimento spesso anche i propri fine settimana”.
Più d’uno chiede a Grillo di convocare lui stesso una riunione nazionale per fare il punto sul movimento e le sue prospettive. Arriverà risposta?

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