Liberalizzazioni, le banche protestano. Il Pd: parliamone

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Dopo l'approvazione dell'emendamento che prevede una stretta per gli istituti su fidi, commissioni e carte di credito, i dirigenti Abi si dimettono. E governo e forze politiche aprono al confronto. Bersani: "Si può correggere"

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Nessun commento da palazzo Chigi sulla querelle riguardante la norma contenuta nel dl liberalizzazioni che prevede regole assai più stringenti per le banche e che ha portato all'annuncio di dimisisioni del presidente dell'Abi. La linea, da ciò che riferiscono alcune agenzie di stampa, è quella secondo la quale devono essere le forze politiche a trovare una soluzione. E i partiti annunciano aperture e possibilità di modifiche dopo le prime proposte.

Cosa prevede la norma - La norma contestata annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito ed è stata presentata sotto forma di emendamento dal Pd e approvata in commissione Industria.
La novità principale è contenuta all'articolo 27-bis, che rende "nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido".
Le sorprese sgradite per gli istituti di credito non si limitano alle commissioni su crediti e fidi.
Il decreto obbliga l'Abi, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, Poste italiane, il consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese più significative a livello nazionale a definire, entro il primo giugno 2012, regole generali "per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti sulle transazioni con carta di credito". Un emendamento introdotto dalla commissione aggiunge che dovrà in ogni caso essere garantita la gratuità delle spese di apertura e di gestione dei conti corrente destinati all'accredito e al prelievo di pensioni fino a 1.500 euro. Inoltre, se vincolano l'erogazione di un mutuo alla stipula di un'assicurazione sulla vita, le banche dovranno offrire ai clienti informazioni su "almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi", ma il cliente sarà comunque libero di scegliere sul mercato la polizza più conveniente e la banca dovrà accettarla senza variare le condizioni offerte per il mutuo. Diventa poi "scorretta", in base al codice del consumo, la pratica con cui le banche, a volte, costringono chi vuole stipulare un mutuo "all'apertura di un conto corrente". Vengono infine cancellate le commissioni a carico dell'esercente per l'acquisto di carburante con bancomat e carte di credito fino a una somma di 100 euro.

L'Abi protesta, i partiti aprono - Il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, ha convocato una conferenza stampa per annunciare le dimissioni del comitato di presidenza in segno di protesta.
Sono il sintomo del grande disagio del settore bancario che è vicino all'economia del Paese, è il commento del ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera.
Il decreto Liberalizzazioni, dopo l'ok di Palazzo Madama passa ora alla Camera. In ogni caso i partiti che sostengono il governo hanno 'aperto' alla possibilità di cambiare la norma. "Deve essere corretta, diamo piena disponibilità a correggerla - ha annunciato per esempio Pier Luigi Bersani - si può fare nel decreto Semplificazioni, ma il governo deve pronunciarsi".
Anche Antonio Catricalà oggi ha spiegato che c'è un emendamento al decreto Semplificazioni, all'esame di Montecitorio, e che se il Parlamento lo vorrà il governo non si mettera' di traverso.

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