Liberalizzazioni, via libera del Senato. Insorgono le banche

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Il governo ottiene la fiducia con 237 sì. Si dimettono i vertici dell’Abi. Il presidente Mussari: "La norma sulle commissioni è la goccia che ha fatto traboccare il vaso". Bersani: "E' da cambiare". Proteste della Lega contro la Tesoreria unica

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Il Senato dà l'ok al maxi-emendamento del governo sul decreto liberalizzazioni su cui l’esecutivo ha posto la fiducia. I sì sono stati 237 (225 nel precedente voto di fiducia) e 33 i voti contrari (2 astenuti). Il decreto passa ora all'esame di Montecitorio.
Il maxi-emendamento, che recepisce sostanzialmente le novità concordate in Commissione Industria, ha introdotto ben 141 modifiche, la maggior parte delle quali a favore dei consumatori, come quella sulle Rc auto che prevede sconti automatici per chi non fa incidenti e la velocizzazione dei tempi per ottenere il risarcimento per il furto e l’incendio da parte delle assicurazioni. Ad indurre il governo a chiedere la fiducia i 1700 emendamenti presentati in Aula.

Polemica sulle banche, si dimette vertice Abi
- Il comitato di presidenza dell'Abi (l'Associazione bancaria italiana) alla luce delle misure previste nel maxi-emendamento al dl  liberalizzazioni "ha deciso di dimettersi consegnando il proprio  mandato nelle mani del Consiglio esecutivo dell'Abi". Ad annunciarlo è il presidente, Giuseppe Mussari, nel corso di una  conferenza stampa.
La norma sulle commissioni bancarie (che punta ad azzerare quelle sulle linee di credito, ndr) è la "goccia che ha fatto traboccare il vaso", ha detto Mussari, spiegando che se la norma sarà confermata, allontanerà gli impieghi delle banche straniere in Italia e costringerà a rivedere il sistema del credito a imprese e famiglie.

Passera: c'è disagio, ma deciderà Monti - Sarà il presidente del Consiglio Mario Monti a decidere se togliere o meno la limitazione sulle commissioni bancarie inserita dal Senato al decreto sulle liberalizzazioni. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera lasciando il Senato. Passera, ex amministratore delegato di Intesa SanPaolo, ha anche commentato la decisione del comitato di presidenza dell'Abi di dimettersi per protesta contro il provvedimento. "E' un sintomo del grande disagio del settore che è vicino all'economia del Paese", ha detto.

Dopo il via libera del Senato, toccherà alla Camera - Dopo la fiducia e il via libera del Senato, il testo passa subito alla Camera ed è stato già deciso che l’esame della commissione si concluderà entro il 19 marzo, quando il decreto arriverà in Aula. Il premier Mario Monti ha annunciato che vigilerà "con molta attenzione" anche sul passaggio alla Camera "per assicurarci che il testo finale contenga i risultati desiderati". I margini per i cambiamenti sembrano essere pochissimi. Rimane la querelle della Tesoreria unica con Roberto Maroni che minaccia di guidare la rivolta di Comuni e Regioni. Proprio la Tesoreria unica ha aperto il cammino del decreto nell'Aula di Palazzo Madama. Infatti Idv e Lega avevano presentato delle pregiudiziali di costituzionalità sostenendo che proprio questa norma fosse illegittima: tesi respinta dall'Assemblea con i voti degli altri gruppi.

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