Mills, Berlusconi sollevato. Bersani: rinunci a prescrizione

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Dopo la sentenza le polemiche. L’ex premier avrebbe voluto l’assoluzione piena e dice che “è stata fatta mezza giustizia”. Pd: “Si faccia giudicare nel merito”. Pdl contro i pm: finita la folle corsa. La Lega resta in silenzio

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Silvio Berlusconi parla di "mezza giustizia fatta"(VIDEO) . E sicuramente, la sentenza del processo Mills, che ha prosciolto l'ex premier per prescrizione, divide gli schieramenti. Nel Pdl c'è un generale sollievo per il pericolo scampato da Berlusconi ("è stata evitata la condanna di un innocente", dice Cicchitto) ma con l'occasione tornano a far sentire la loro voce i falchi, con propositi bellicosi contro il pm De Pasquale . A sinistra c'è un evidente rammarico per una condanna che veniva data per scontata e che non è arrivata grazie ai calcoli sulla prescrizione. Infuria dunque la polemica, che prende la mano ai protagonisti come ai tempi degli scontri parlamentari sulle leggi ad personam, ma nella quale non entra la Lega Nord: il partito di Bossi, consumata la rottura con Berlusconi, ostenta un silenzio totale.

La decisione del tribunale di Milano non convince dunque appieno il Cavaliere. Il suo primo commento a caldo, con chi gli stava vicino, è stato sì di sollievo, perché i giudici, contrariamente a quanto sosteneva il rappresentante dell'accusa De Pasquale, hanno riconosciuto che il processo era già prescritto (L'esultanza del Cavaliere nasce proprio dal fatto che non è passato quello che lui ha definito il 'monstrum' giuridico che avrebbe bloccato la prescrizione). Ma accanto alla soddisfazione per aver evitato la condanna c'è anche "rammarico" per il fatto che non ci sia stata l'assoluzione piena che tanto "auspicava". Da qui il ragionamento sulla "mezza giustizia fatta" nel commento sollecitatogli mentre entrava allo Stadio Meazza per assistere alla partita Milan-Juventus. Tutti i suoi fedelissimi battono sul tasto dell'assoluzione che avrebbe dovuto esserci e che fa gioire un po' meno il Pdl.

Bersani non può fare a meno di osservare che se Berlusconi vuole davvero essere riconosciuto innocente dall'accusa di aver corrotto l'avvocato Mills dovrebbe fare una cosa semplicissima: "Rinunciare alla prescrizione" e dare ai giudici il tempo di pronunciarsi nel merito. Il suggerimento del segretario del Pd viene accolto nel partito del Cavaliere con una scrollata di spalle. Troppa è la mancanza di fiducia del Pdl verso gli inquirenti milanesi per prendere in considerazione una simile ipotesi. La rabbia si concentra sul pm Di Pasquale, colpevole, per i pidiellini, di aver cercato una forzatura per non far dichiarare prescritto il reato di cui Berlusconi era accusato . Le parole del segretario Angelino Alfano sono dure: "E' finita la folle corsa del pm e il tentativo di taroccare il calcolo della prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi". Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri va più in là e preannuncia una "crociata" contro i magistrati che volevano inchiodare Berlusconi con calcoli sbagliati. E, senza tanti giri di parole, chiede che Di Pasquale sia allontanato dalla magistratura : proposta che provoca la levata di scudi di Magistratura democratica , il cui segretario Piergiorgio Morosini censura gli "attacchi scomposti e fuoriluogo" che provengono dal Pdl conro le toghe.

Tra i più severi, nell'opposizione, il leader dell'Italia dei Valori, Di Pietro, secondo cui "resta il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Indignazione anche in Sinistra e Libertà, il cui leader Nichi Vendola commenta fulminante: "ingiustizia è fatta". Il Pd evita di entrare nel merito, ma la Ferranti (accusata da Capezzone di essere portavoce della sinistra giustizialista "che non cambia mai") osserva: "Oggi è stato sconfitto lo Stato" perché Berlusconi e i suoi avvocati hanno usato "pratiche dilatorie" per "mandare in fumo" il processo.

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