Caso Mills, Bossi: Berlusconi prosciolto per motivi politici

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L'ex ministro delle Riforme, dopo un giorno di silenzio, dice la sua sulla sentenza di Milano: "Pensavo sarebbe stato condannato, ma i suoi voti sono determinanti per il governo". Poi aggiunge: "Magari non ha commesso niente". GUARDA IL VIDEO

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Concluso per la giustizia, non ancora per la politica. Del processo Mills, che vede prosciolto l'ex premier Silvio Berlusconi per decadenza dei termini, il Palazzo continua a discutere, dividendosi tra chi invita a girare pagina e a pensare ora ad una seria riforma della giustizia e chi invece invita il Cavaliere a rinunciare alla prescrizione per provare la sua innocenza.

Dopo un giorno di silenzio, finalmente si fa sentire Umberto Bossi: l'ex alleato di Berlusconi, a conferma che il centrodestra non c'è più, sostiene che la sentenza di non luogo a procedere  lascia "una brutta impressione", anche se, dice ricorrendo alla formula dubitativa, "magari non aveva commesso niente". Secondo Bossi, la conclusione del processo Mills si spiega con ragioni politiche: "I giudici - ritiene  - non sono ciechi e sordi, vivono anche loro il momento politico. Berlusconi è stato abile: io pensavo che sarebbe stato condannato, invece i suoi voti sono determinanti per il governo".

Nell'opposizione molti chiedono che Berlusconi si faccia giudicare nel merito.  E' Walter Veltroni, ex leader del Pd, a rincarare la dose, dopo Bersani: "Se Berlusconi è convinto di non essere colpevole, allora rinunci alla prescrizione e dimostri di essere innocente. Questa è la sesta volta che c'è una prescrizione nei suoi confronti. Con la prescrizione - dice Veltroni - hanno perso tutti, ha perso il Paese". Ancora più incisivo Di Pietro: "In tutti questi anni Berlusconi si è fatto una serie di leggi per non essere condannato. Ma quale innocente? E' un colpevole impunito, perché  se fosse davvero innocente, rinuncerebbe alla prescrizione per farsi processare".

Di diverso avviso coloro per i quali invece è il momento di girare pagina, con una riforma della giustizia. "Basta con le polemiche tra Guelfi e Ghibellini - esorta il leader Udc Pier Ferdinando Casini - il caso Mills è l'ultima pagina di una stagione irrimediabilmente finita. Ora guardiamo avanti e cerchiamo di costruire qualcosa di positivo facendo finalmente la riforma della giustizia. Si rassegnino tutti, anche i vedovi di Berlusconi che stanno a destra ma in molti anche a sinistra".

Tra le fila del Pdl, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri sostiene che "sarebbe stato preferibile un giudizio assolutorio nel merito". "A coloro i quali si sperticano in attacchi sulle cosiddette leggi ad personam - afferma il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, ricordiamo che tutta la vicenda ha origine a partire da un famoso avviso di garanzia arrivato a Silvio Berlusconi mentre era Napoli per partecipare ad un convegno sulla corruzione. Da quel momento in poi c'e'stato un bombardamento giudiziario ad personam".

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