Lavoro, nuovi ammortizzatori dal 2017. Bersani vede Monti

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L'annuncio dei sindacati dopo il tavolo con il governo. Ma Cgil, Cisl e Uil avvertono: "L'esecutivo deve dirci quali sono le risorse e come distribuirle". Il segretario del Pd incontra il premier: "Colloquio positivo, c’è stata comprensione". VIDEO

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Nuovi ammortizzatori per chi perde il lavoro a partire dal 2017. È quanto emerso dall’ultimo round tra governo e parti sociali in merito alla riforma del mercato del lavoro. Nel giorno delle polemiche sulle liberalizzazioni e della "strigliata" di Napolitano dopo l'approvazione del Milleproroghe, l’annuncio delle novità sul lavoro è stato dato dal segretario della Cigl, Susanna Camusso, che ha fatto sapere nella serata di giovedì 23 febbraio che l’esecutivo ha assicurato come per la riforma degli ammortizzatori sociali ci sarà una "transazione di 5 anni, un lungo periodo"; quindi, ha aggiunto, la data per "i nuovi ammortizzatori è quella del 2017".
La leader del sindacato non ha però usato parole tenere nei confronti della squadra di Monti: "Il governo non deve permettersi di dire che siamo noi a non volere cambiamenti, a non volere la riforma", ha sottolineato la Camusso, spiegando che al tavolo si è parlato di ammortizzatori sociali ma che il nodo è quello delle risorse. "Il governo deve dirci quali sono le risorse e come distribuirle, altrimenti sembra che qualcuno vuole fare una riforma tagliando le prestazioni invece che allargarle".

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Bonanni e Angeletti: servono le risorse - Una posizione che trova d’accordo anche gli altri leader sindacali. "Credo che il governo responsabilmente debba dire con chiarezza quali sono i suoi obiettivi e debba sorreggerli con i numeri", ha spiegato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre Luigi Angeletti, Cisl, ha sottolineato che gli obiettivo dell’esecutivo sugli ammortizzatori sociali "sono condivisibili" ma l'esecutivo "ci deve dare risposte e definire chi ha diritto ad accedere alla protezione, quante risorse percepirà ognuno e per quanto tempo".

Pace tra sindacati e Confindustria
- Intanto, il tavolo organizzato al ministero del Welfare è stata anche l’occasione per siglare la pace  tra i leader di Cgil,  Cisl Uil e Ugl e la leader di Confindustria Emma Marcegaglia, che aveva duramente criticato i sindacati sull'articolo 18. Al termine del negoziato, in cui imprese e sindacati si sono ritrovati sulla stessa posizione critica  rispetto alla proposta del governo, a quanto si apprende, la pace è stata suggellata da una stretta di mano con il leader della Cgil  Susanna Camusso e con un baciamano da parte del leader della Cisl  Raffaele Bonanni.

Bersani rassicurato da Monti - Nella serata di giovedì 23 febbraio, inoltre, anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto la sua sul mercato del lavoro. Stretto tra le polemiche che stanno attanagliando il suo partito, il segretario ha deciso di incontrare di persona il premier Mario Monti. Al termine del faccia a faccia Bersani ha detto: “Mi è sembrato un incontro positivo, mi è sembrato di cogliere un’intenzione vera di trovare una soluzione in questa direzione. Così anche mi pare ci sia la consapevolezza che il paese che ha dei problemi seri. Ho sottolineato molto questo aspetto e ho visto della comprensione”.
Intanto anche da ambienti vicini a Palazzo Chigi si fa sapere che il governo è intenzionato a cerrcare il dialogo con le forze politiche e con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro.

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