Redditi dei ministri, ancora polemiche su Severino

Il ministro della Giustizia Paola Severino
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Il Guardasigilli risponde ai commenti sul suo reddito (7 milioni, di cui 4 versati al fisco): "Con le mie tasse si può costruire un ospedale". Ma il Fatto: "Non ha dichiarato una villa da 10 milioni". La replica: interpretazione errata del commercialista

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"Penso che ogni personaggio pubblico debba mettere in conto di poter perdere una parte della propria privacy per assicurare la massima trasparenza sul proprio comportamento". Parte da qui la riflessione del ministro della Giustizia Paola Severino, il più ricco del governo Monti, dopo la pubblicazione dei suoi redditi e beni.
In un'intervista a Repubblica, Severino sottolinea che il suo alto reddito non gli procura "imbarazzo" perché "guadagnare non è un peccato se lo si fa lecitamente, producendo altra ricchezza e pagando le tasse". Ma le polemiche non sembrano cessare: in un articolo, Il Fatto, sostiene che il ministro avrebbe omesso di dichiarare una villa di sua proprietà da 10 milioni di euro" (guarda la rassegna stampa).

"Con le mie tasse si spuò costruire una scuola" - E spiega: "Si tratta di 7 milioni meno 4 milioni", osservando che "i sacrifici degli italiani 'per bene' si allevierebbero se tutti pagassero le tasse".
Severino si è detta d'accordo con "la voglia di trasparenza" dei cittadini ("era necessario soddisfarla") ma ammonisce: "la trasparenza non si deve trasformare in un gossip sulla vita di chiunque.  Tra le righe di qualche giornale ho letto delle malsane curiosità su dati che nulla hanno a che vedere con il reddito e il patrimonio".
E sulle tasse da lei stessa pagate nel 2010, il ministro commenta: "Con i miei 4 milioni si potrebbe costruire il padiglione di un ospedale o un edificio scolastico, oppure ampliare un carcere. E si può concretizzare il numero di cose che si potrebbero fare se tutti i cittadini compissero il proprio dovere fiscale".

Il Fatto: "Dov'è la villa da 10 milioni di euro" - Le polemiche, evidentemente, non sono però destinate a cessare. Secondo Il Fatto quotidiano, infatti, nella scheda patrimoniale del ministro non comparirebbe la sua società proprietaria di una villa da 10 milioni sull'Appia antica a Roma. "La villa è di proprietà di Paola Severino - scrive Vittorio Malagutti - perché è lei la titolare della società a cui l'immobile è intestato. Né la villa néla società compaiono però nella cosiddetta scheda trasparenza presentata martedì dal nuovo responsabile della Giustizia".

La replica di Severino: la villa? Solo un'interpretazione errata del commercialista -
Il ministro della Giustizia ha risposto con una lettera pubblicata dal sito del Fatto Quotidiano. "Pochi giorni dopo la mia nomina a ministro della Giustizia ho provveduto a dimettermi dalla carica di amministratore della Sedibel s.s., poiché ciò mi era imposto dalla legge, ma nulla impone o suggerisce a un ministro di spogliarsi della comproprietà di una casa", si legge nella lettera: "In quegli stessi giorni ho ceduto anche le azioni della Sedi Services Srl, seppure la legge non mi imponesse di farlo, esclusivamente per evitare strumentalizzazioni in merito alla mia precedente attività di avvocato, alla quale ho voluto dare un taglio netto, anche cancellandomi dall’Albo".
Severino spiega poi che la villa non risulta sul sito internet del Ministero della Giustizia "a causa di una erronea interpretazione da parte del mio commercialista di un prestampato cortesemente fornitoci lo scorso 9 febbraio dalla presidenza del Consiglio, non si può far passare tutto ciò come un occultamento voluto. Tale prestampato, al quale ho voluto adeguarmi per omogeneità con altri ministri, ha ingenerato l’errore perché sembra riferirsi esclusivamente a partecipazioni in società di capitali".

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