Baite, ville e appartamenti: è il governo del mattone

1' di lettura

40 immobili per Improta, 24 per Cancellieri, 15 per Monti. E poi le case all’estero di Passera, Ciaccia, Moavero e Terzi, fino allo chalet di Giarda. C’è chi lo ha definito l’esecutivo delle banche, ma i dati patrimoniali svelano anche un’altra realtà

Guarda anche:
Ministri e redditi, guarda la gallery
Tutte le foto del governo Monti
Chi sono i ministri del governo Monti

Lo descrivono come il 'governo delle banche', ma a giudicare dai redditi dei Monti Boys messi online sarebbe più appropriato definirlo 'l'esecutivo del mattone'.
Tra ministri e sottosegretari, non se ne trova uno che paghi un affitto: quasi tutti hanno case (in città, mare e montagna), fabbricati, terreni, magazzini, depositi, box, botteghe, fondi agricoli incolti, baite, e persino pascoli e prati.

Improta, Cancellieri e Monti in pole - Il 're del mattone' è senz'altro Guido Improta, sottosegretario alle Infrastrutture, che di proprieta' o comproprietà immobiliari arriva ad averne 40 (la maggior parte delle quali a Napoli, molte lasciate in eredità dal padre). Ma anche il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri scala la classifica con la proprietà di 7 immobili tra Milano e Roma e ben 17 comproprietà.
Per non parlare del presidente del Consiglio: è proprietario al 100% di un appartamento a Milano e per il 50% di uno a Bruxelles. Tra gli altri beni immobili figurano un ufficio e due negozi a Milano, dei quali possiede il 40% della proprietà, un altro appartamento, sempre a Milano, del quale è proprietario per il 50%, nove unità abitative e un negozio a Varese.

Proprietà all'estero: Passera, Ciaccia, Moavero e Terzi - Gettonate le proprietà immobiliari all'estero: il viceministro Ciaccia ha casa a Budapest, Passera a Parigi, Moavero a Bruxelles e Terzi a New York.
Fanalino di coda il titolare della Difesa Di Paola, proprietario solo al 50% di una casa a Livorno, di 130 mq. "Si deve dire che chi guadagna e paga le tasse non è un peccatore e va guardato con benevolenza e non con invidia", mette le mani avanti il Guardasigilli Paola Severino, il ministro più ricco.
Mentre certo non è da "sfigato" l'emolumento mensile di 8.215,95 euro netti percepito dal viceministro del Lavoro Michel Martone, che si muove in Vespa e Smart.

L'Harley dell'ex ambasciatore - I redditi online svelano passioni: come quella del ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, rampollo di una nobile famiglia lombarda, una vita in diplomazia, da ultimo da ambasciatore in Usa e possessore di una moto da sogno: una Harley Davidson 883 del 2005.
Il sottosegretario Polillo dichiara invece di essere "socio del Reale Circolo Tevere Roma", mentre mare e barche sono il debole di Severino, Grilli, Gnudi, Catricalà. Un problema i ricchi ministri del governo Monti devono averlo nel rinnovare il parco auto.

Ornaghi, ministro senza automobile - A parte Ornaghi, che l'automobile non la possiede affatto, parecchi girano con vetture a rischio revisione: dalla Lancia Y del 2001 di Moavero a quella Lybra di Profumo e alla Toyota Land Cruiser della Cancellieri, anch'esse di undici anni fa.
Fino all'Alfa Romeo di D'Andrea del 1996, alla Multipla Fiat di Catricalà del 2000, alla 500 Giardinetta del 1986 di de Mistura. Se per le auto vanno per la maggiore le marche straniere (Mercedes, Audi, Renault, Rover, Toyota), quando di tratta di azioni i ministri prediligono i titoli di aziende italiane o anche Bot e Btp. Il ministro Catania ha investito tutti i suoi risparmi, 450 mila euro, esclusivamente in titoli di Stato. E' l'unico che gira in Porsche Carrera, insieme a Grilli che si concede il lusso di una Jaguar.

Leggi tutto