Berlusconi-Bersani, duello a distanza sull'articolo 18

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L'ex premier: "La sua modifica non può essere un tabù”. Il segretario del Pd: il problema del mercato del lavoro non si risolve percorrendo questa strada. Nuovo scontro tra governo e sindacati sulla cassa integrazione

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E' duello a distanza tra Silvio  Berlusconi e Pierluigi Bersani sull'articolo 18. Per il Cavaliere non  va difeso a spada tratta e in una intervista all'agenzia di stampa spagnola Efe sottolinea: "Non sia un tabù". Poi, ricorda che "a suo tempo, noi proponemmo di modificarlo almeno per i nuovi assunti, ma la reazione, soprattutto dei sindacati, fu furibonda. Alla fine quest'idea è tornata".
Per il segretario del Pd, invece, la norma in materia di lavoro non va cambiata: "L'articolo 18 ha poco o nulla a che fare con i problemi che ha adesso il mercato del lavoro". A  giudizio del leader dei Democrat, alla fine della trattativa tra governo e parti sociali sulla riforma delle politiche del lavoro, quando si affronterà questo argomento, "ci si accorgerà, come abbiamo sempre detto, che ci può essere una manutenzione nella gestione di questo articolo".

Bersani difende la cassa integrazione straordinaria  - Il tema vero, però, è un altro, resta il problema di "come diamo un po' di lavoro: su questo punto ancora ci stiamo girando  attorno". Bersani difende anche la Cassa integrazione straordinaria, che non va eliminata in un periodo di crisi: "Siamo in recessione, siamo in un mare magnum di crisi, prima di mollare via strumenti che servono alla bisogna ci penserei". E ancora: "Non c'è dubbio che sia positiva un'evoluzione in senso universalistico del sistema degli ammortizzatori".
Su questo tema, dunque, Bersani è in piena sintonia con la leader della Cgil Susanna Camusso.  Da Napoli, dove entrambi hanno partecipato alla conferenza del Pd sulle donne, arriva l'altolà al ministro Fornero sulla Cassa integrazione straordinaria e sulla necessità di concentrarsi sul precariato e non sull'articolo 18.
"Prima vedere cammello" è la richiesta del leader Pd preoccupato, come il segretario Cgil, degli alti costi di sussidi universali "con il rischio - gli fa eco Camusso - che le tutele vengano ridotte e non ampliate".

Berlusconi: io leale a Monti - Lo scontro a distanza tra Pdl e Pd è anche sul 'cambio di guardia' a palazzo Chigi che ha portato al governo Monti. Mentre Berlusconi conferma il suo "leale sostegno" al Professore e, stavolta, risparmia critiche verso il centrosinistra, il leader Dem attacca: "Berlusconi non mi interessa più, non è più nel mio mirino, dal primo giorno che abbiamo dato vita a questo esecutivo di responsabilità nazionale".

Alfano ribadisce la necessità di una riforma del lavoro - Interviene nel dibattito sull'articolo 18 anche Angelino Alfano: "Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una riforma del mercato del lavoro e che l'articolo 18 non è tabu, perché non serve per licenziare ma per assumere meglio". Sulla stessa linea Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl: "Serve una riforma organica del mercato del lavoro, per rendere più competitivo il  nostro Paese e creare sviluppo e occupazione. Una riflessione seria  sull'articolo 18 non può essere quindi esclusa. E' fuori strada chi  pensa di poter imporre veti o di fare operazioni a meta"'. Il  presidente dei deputati, Fabrizio Cicchitto, sottolinea: "Si è visto sul piano sperimentale che l'eccesso di vincoli non ha favorito l'occupazione, ma anzi ha limitato le nuove assunzioni, ragion per cui senza schemi ideologici si può e si deve discutere di articolo 18".

Di Pietro: il governo disarciona i lavoratori dai propri diritti - Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, se la prende invece con il governo: "Man mano che passa il tempo, nel confronto fra governo e parti sociali, si dirada il fumo e si fanno sempre più chiare le posizioni del ministro Fornero sia sulla modifica dell'art.18, che porterebbe alla demolizione del suo valore deterrente contro i licenziamenti  ingiustificati, sia sulla riduzione della Cig straordinaria, con il  conseguente licenziamento di quasi 200 mila lavoratori".

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