Monti dice no a Roma 2020. Pd col governo, Pdl: "Un errore"

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La decisione di rinunciare alle Olimpiadi spacca la politica. Per Bersani è "un segno di responsabilità e non di sfiducia". Sulla stessa linea Udc e Idv. Critico Alemanno. Mentre la Lega gongola: "Rimane a bocca asciutta chi si stava già leccando i baffi"

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“Una scelta responsabile” per il Pd, “un grave errore”, per il Pdl. La politica si spacca dopo la decisione del governo di Mario Monti di fare un passo indietro sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.
Dopo un lungo tira e molla, martedì 14 febbraio il Cdm chiamato a decidere sulla questione ha emesso il verdetto: niente firma a garanzia del progetto di Roma 2020, promosso con vigore dal sindaco della capitale, Gianni Alemanno. Il quale ovviamente non l’ha presa bene. Prima ha convocato una conferenza stampa in Campidoglio, poi ha annullato l’incontro con i giornalisti affidando a una nota ufficiale il suo pensiero: "Rinunciare ad una candidatura vincente, sostenuta da un progetto di ottimo livello tecnico e di grande sobrietà economica, significa non scommettere sul futuro dell’Italia".
Anche il presidente della Repubblica ha commentato la decisione del governo, esprimendo apprezzamento per lo sforzo profuso dal mondo dello sport. "Il Capo dello Stato - si legge in una nota del Quirinale - resta convinto che tale slancio avrà modo di esprimersi attraverso tutte le possibili iniziative che non mancheranno per valorizzare le energie e le potenzialità dello sport italiano".

Il disappunto del Pdl - La scelta del governo scontenta anche il Pdl, che attraverso il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, parla di un grave errore: “Reputo che la rinuncia a sostenere la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 sia un grave errore". “Sappiamo benissimo  - ha aggiunto - che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi".

Cicchitto a SkyTG24: ascolta il suo parere:



Casini e Bersani dalla parte del governo - Ma la maggior parte delle reazioni delle altre forze politiche sembrano invece andare in un’altra direzione. A cominciare dal Pd. "Il governo ha preso una decisione  meditata, che rispettiamo - ha detto il segretario Pier Luigi Bersani - L'importante adesso è che questa scelta  venga letta come segno di responsabilità e non di sfiducia in noi stessi".
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Pierferdinando Casini, leader dell’Udc: "Monti poteva dire un sì facile o un no difficile, ha scelto la strada della serietà”. "A tutti gli italiani sarebbe piaciuto avere le Olimpiadi a Roma. Noi abbiamo avuto sollecitazioni da decine di dirigenti del partito nel Lazio ma bisogna essere onesti: le motivazioni di Monti sono tutt'altro che peregrine e dimostrano una grande serietà".
Soddisfazione per la decisione dell’esecutivo viene espressa anche dall’Idv ("Monti ha preso una decisione saggia”, il commento del senatore Pedica)  e dai Verdi (“Scelta lungimirante”, per il presidente Bonelli).

Esulta la Lega Nord - Il no a Roma 2020 strappa anche l’apprezzamento della Lega Nord, mai tenera con il governo Monti. Ma in questo caso sono soprattutto le frizioni e la rivalità con “Roma ladrona” a prevalere.  Il leader Umberto Bossi ha parlato di "ottima scelta". Più caustico il deputato Davide Cavallotto: "Chi già si stava leccando i baffi pensando di poter mangiare dal piatto ricco delle Olimpiadi romane resterà a bocca asciutta. Una volta tanto ha prevalso il buonsenso e, viste le esperienze passate, si è evitata l'ennesima figuraccia di tutto il Paese davanti al mondo".
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è invece nostalgico: "Resta l'amaro in bocca nel pensare che la soluzione a basso costo, ma non di bassa qualità, pensata per le Olimpiadi a Venezia con strutture esistenti potesse essere la soluzione giusta e in linea con le esigenze di questi tempi; comunque la partita è definitivamente chiusa".

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