Legge elettorale, si cerca l'intesa: verso il proporzionale

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Pdl, Pd e Terzo Polo al lavoro sua una prima bozza che prevede un sistema complesso, con uno sbarramento molto alto (8 o 10%). Intanto i "falchi" del Popolo della libertà promuovono il governo Monti. Proposta anche la modifica dei regolamenti parlamentari

Più che "uno schema" (come gli stessi interlocutori lo hanno definito), una bozza. Pd, Pdl e Terzo Polo spingono l'acceleratore sulla riforma della legge elettorale. Dopo i primi incontri tra i capigruppo dei vari partiti alla Camera, si inizia infatti a delineare il progetto di riforma che potrebbe prendere forma nei prossimi giorni.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, si tratterebbe di un proporzionale, con evidenti vantaggi per i partiti maggiori. "Duecentotrentadue deputati verrebbero eletti nei collegi, altri 232 con liste bloccate; 140 seggi verrebbero attribuiti proporzionalmente ai partiti che hanno superato uno sbarramento molto alto (dell'8 o 10%), per premiare aggregazioni e evitare la frammentazione; 12 i deputati eletti all'estero e infine un diritto di tribuna per chi supera una soglia bassa (2 o 4%) composto da 14 deputati".

Il Pdl spinge anche per la modifica dei regolamenti - La bozza viene fuori nelle stesse ore in cui Berlusconi, dopo la riunione con i dirigenti Pdl, avrebbe detto di andare avanti ma con cautela sulla legge elettorale per evitare di compiere passi falsi prima che sia sciolto il nodo delle alleanze alle amministrative. E non è casuale, forse, che gran parte dei cosiddetti "falchi" del Pdl (tra cui l'ex sottosegretario Daniela Santanché) si dicano favorevoli a questo governo.
Non solo: i deputati del Popolo della libertà hanno proposto anche una riforma dei regolamenti parlamentari, che prevede uno snellimento delle procedure per attivare il voto di fiducia e per snellire i tempi dell'approvazione di leggi.
La prudenza prevale invece dal Pd, che col capogruppo al Senato Angela Finocchiaro dice: "Fioccano gli incontri, i confronti e le pagine dei giornali sulla legge elettorale ma per ora navighiamo a vista".

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