"Svuotacarceri", la Camera vota sì alla fiducia

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Montecitorio approva con 420 sì il decreto che dovrebbe contrastare il sovraffollamento e ampliare le possibilità di detenzione domiciliare. L'esecutivo ha blindato il provvedimento tra le proteste di Lega e Idv. Il 14 febbraio il voto definitivo

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Il governo ha incassato la fiducia della Camera sul decreto "svuotacarceri": con 420 sì, 78 no e 35 astenuti. A favore Pdl, Pd e terzo Polo, contrari Lega, Idv e Noi Sud. Il voto finale sul provvedimento è previsto per martedì 14 febbraio.

E' la quarta volta che l'esecutivo ottiene la fiducia, la seconda su un singolo provvedimento. Quando il governo entrò in carica, il 18 novembre i sì furono 556. Seguì  il 16 dicembre l'ok alla manovra (495 voti favorevoli), ed il 26 gennaio quello sul dl milleproroghe (469).

Sul provvedimento del ministro della Giustizia Paola Severino, che il Consiglio dei ministri aveva approvato il 16 dicembre scorso, si era abbattuta una pioggia di emendamenti, ben 140. Il decreto scade, tuttavia, il 21 febbraio, con una discussione alla Camera che è iniziata solo il 18 gennaio. Di qui la scelta del governo di porre la fiducia: la possibilità che il decreto diventasse carta morta era infatti concreta.

I cinque punti del decreto (leggi il testo) introducono il divieto di portare in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione dinanzi al giudice per la convalida dell'arresto e il giudizio direttissimo, per evitare le cosiddette "porte girevoli" in carcere, ovvero le detenzioni pari o inferiori a 48 ore. In questi casi l'arrestato dovrà essere, di norma, custodito dalle forze di polizia nelle camere di sicurezza nelle questure. Proprio l'utilizzo delle camere di detenzione ha suscitato preoccupazione in chi, come la deputata di Fli Angela Napoli, sottolinea il maggior carico di lavoro per un personale di polizia che già soffre di carenze di organico (GUARDA IL VIDEO). Anche perché le detenzioni nei processi per direttissima riguardano 21-22 mila dei 68 mila che ora sovraffollano le strutture penitenziarie in Italia.

Il provvedimento estende inoltre a 18 mesi, dagli attuali 12, il periodo di pena finale da scontare ai domiciliari per le condanne non gravi. Le stime indicano in 3.300 i detenuti che potrebbero così tornare a casa. Infine, per l'adeguamento ed il potenziamento delle carceri viene autorizzata la spesa di 57,2 milioni di euro per il 2011.

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