Spese di rappresentanza: arriva l'austerity di Monti

Il presidente del Consiglio Mario Monti
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Dal governo una direttiva per la struttura di Palazzo Chigi e del ministero dell'Economia che invita a tagliare tutte i costi non strettamente necessari: addio a convegni e incontri vari. E i dipendenti dovranno restituire i regali

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Addio convegni, incontri, inaugurazioni: sulle spese di rappresentanza di Palazzo Chigi e del Ministero dell'Economia arriva la scure di Mario Monti. Tutte le strutture che fanno capo alla sede del governo e al ministro di via XX settembre hanno ricevuto l'ordine di  evitare tutte le spese  "non indispensabili o non ricollegabili in modo diretto e immediato ai fini pubblici". In particolare, i tagli riguarderanno le spese di immagine, con il divieto tassativo di organizzare convegni o altri eventi "non strettamente indispensabili".

Dai dipendenti dei suoi uffici Monti pretende il massimo dell'austerity: nella stessa direttiva con cui si dispongono i tagli delle spese superflue, il presidente del consiglio chiede di attenersi scrupolosamente al codice etico del ministero dell'Economia, che prevede il divieto per i dipendenti di accettare regali di valore superiore ai 150 euro. Doni e omaggi di valore superiore , prescrive Monti, dovranno essere restituiti o chi li ha fatti o, in alternativa, ceduti all'amministrazione di appartenenza. Il nuovo capitolo della razionalizzazione delle spese del governo arriva dopo il giro di vite sui voli di Stato: ripristinando una decisione di Prodi, il premier ha deciso qualche giorno fa di far pagare il biglietto ai giornalisti che salgono sugli "aerei blu" al seguito delle autorità, misura che è scattata nei giorni scorsi quando Monti è andato in Libia in visita ufficiale. Anche la stretta sui regali viene dal governo Prodi: fu infatti l'allora ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa a varare nel 2007 il codice etico per i dipendenti del ministero; in quello stesso anno, pochi giorni prima di Natale, Prodi fece approvare un provvedimento, ancora in vigore, che vieta ai ministri di accettare regali superiori ai 300 euro.

L'obiettivo dei nuovi tagli, spiega Monti nella direttiva inviata ai suoi uffici, è quella di perseguire il massimo di"economicità ed efficienza" degli uffici pubblici: condizione indispensabile, questa, per dare credibilità al  piano di contenimento della spesa pubblica messo in opera dal governo tecnico. I dirigenti pubblici, perciò, devono sforzarsi di evitare sprechi.  E' essenziale, spiega Monti, che  "i comportamenti degli amministratori pubblici siano ispirati al principio di assoluta sobrietà". Ragion per cui, "occorrerà astenersi con estremo rigore dall'effettuare ogni spesa di rappresentanza". Soltanto "in casi del tutto eccezionali", e solo se c'è di mezzo qualche appuntamento con autorità estere, si potranno effettuare "spese di modico valore". La tagliola non lascia scampo a "convegni, celebrazioni, ricorrenze e inaugurazioni": tutti eventi che costano e che sottraggono al lavoro numerosi dipendenti pubblici. Se proprio non sarà  possibile soprassedere, si avrà cura di organizzare queste manifestazioni di sabato, quando il grosso degli impiegati non lavora, stando bene attenti a evitare spese supplementari.

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