Legge elettorale e istituzioni, tavolo Pd-Pdl sulle riforme

I segretari di Pdl e Pd, Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani (Fotogramma)
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Prove di dialogo tra i due principali partiti dopo il pressing di Napolitano. La Russa annuncia una serie di incontri a partite da martedì 7 febbraio. L’apertura di Berlusconi irrita però la Lega. Mentre il Pd avverte il governo: "Nessuna presa in giro"

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Da martedì si alza il sipario sulle riforme. Ci prova il Pdl, come ha annunciato Ignazio La Russa, che apre il confronto con tutte le forze parlamentari sulla riforma della legge elettorale e delle istituzioni. Il Pd, fanno sapere fonti interne, è pronto al dialogo e prepara un suo giro d'orizzonte. Il treno delle riforme, per anni fermo in stazione, è pronto a partire ma deve adesso trovare il suo binario di marcia e questo sarà il primo punto di discussione.
Non si tratta però dell'unico ostacolo. Il Pd, seppur aperto alle riforme, fa sapere di non essere disposto a dare carta bianca su tutto al governo. "Siamo leali, ma no alle prese in giro", ha detto il segretario Bersani.
In un'intervista a Repubblica anche il presidente del deputati democratici, Dario Franceschini, ha posto dei paletti: "Noi vogliamo fare anche alcune riforme istituzionali e la legge elettorale. Ma non potremmo mai rinunciare alla modifica del porcellum e non siamo disposti ad escludere il Terzo polo da un accordo".

Il Pd e l'ostacolo "Porcellum" - L'iniziativa sulle riforme è una prima risposta alle ripetute sollecitazioni venute negli ultimi mesi (ma anche anni) da Giorgio Napolitano affinché i partiti affianchino l'azione dell'esecutivo in campo economico e sociale attraverso un processo "indispensabile" di autoriforma della politica. Prima ancora che sul merito, però, il punto di attrito da superare rimane sulle procedure da seguire. Per il centrodestra si tratta di far viaggiare insieme riforma elettorale e riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari; fine del bicameralismo; poteri dell'esecutivo). Questioni su cui il Pd concorda, ma con un'attenzione particolare rivolta al pensionamento del "porcellum".
Il Pd ha la sua proposta: doppio turno, il 70 percento dei seggi assegnati con sistema maggioritario e il 30 percento con il proporzionale. Più aperta è la proposta sulle istituzioni.

La Russa (Pdl): nessuna preclusione - Ignazio La Russa assicura che il Pdl si avvicina al confronto "con umiltà e senza preclusioni", aperto e disponibile ad ascoltare le proposte di tutte le forze politiche. Si sa della preferenza del Pdl per apportare correttivi all'attuale meccanismo elettorale (correggere il “porcellum” al Senato, consentendo il recupero dei resti su base nazionale e non regionale). E' ovvio, trattandosi di un confronto lungo, che ciascuna delle parti siederà al tavolo della trattativa aggrappata al proprio punto di vista.

Lega e Idv non ci stanno - Intanto l’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi il 5 febbraio a Libero fa discutere. L’ex premier è sembrato aprire al dialogo con il Pd e indicato in una soglia di sbarramento più alta dell'attuale il perno della riforma per non disperdere il voto degli italiani "in una miriade di partiti e partitini" fra i quali, a sorpresa, il Cavaliere ha inserito la Lega.
Le reazioni sono state meditate del Pd, maliziosamente soddisfatte dell'Udc ("viene sulle nostre posizioni", ha commentato il segretario Cesa), ma irritate dell'Idv che sente “puzzo di bruciato”. Anche la Lega, già ai ferri corti con il Pdl, non sta a guardare. Nella serata di domenica l’ex ministro Roberto Calderoli, rivolto agli avversari del Porcellum, ha ammonito gli alleati (ergo Berlusconi): attenti perché se stiamo a manifestare a Piazza Castello e a Piazza Duomo, c'è anche piazzale Loreto.

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